Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) è il primo grande maestro del classicismo viennese.
E’ considerato il padre della sinfonia per la sua opera di stabilizzazione delle forme che già i musicisti della c.d. Scuola di Mannheim (Stamitz in primis) avevano abbozzato, in contrapposizione allo stile polifonico del concerto grosso.
Ecco quindi l’uso dei violini in crescendo e diminuendo, l’impiego dei fiati come mezzo espressivo e armonico, nuovi modi di esecuzione come il tremolo e il pizzicato, l’abolizione del basso continuo.
Haydn innova il concetto di sonata monotematica con l’introduzione, già dal primo movimento della sinfonia, di due tematiche distinte che si sviluppano, si contrastano, si intersecano in una forma molto ampia e ricca di espressione.
Inoltre stabilizza la forma sinfonica con un tempo lento per il secondo movimento, un minuetto per il terzo tempo e per il finale un vivace, di solito in forma di rondò.
La forma sinfonica così impostata diventa modello per tutti i compositori a venire; l’orchestra rende in forme dinamiche ricche di espressività, di varietà cromatiche, il sentire di una nuova generazione a cavallo tra illuminismo e romanticismo.
E’ notevole la quantità delle composizioni strumentali, un centinaio le sole sinfonie! Haydn compose anche cantate, messe e oratori (celebre La Creazione).
Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in do magg.
Composto tra il 1761 e il 1765 è, fra le opere giovanili, quella più impegnativa; la struttura rispecchia ancora la concezione tardo barocca del solista che dialoga con archi e fiati.
Si compone di tre movimenti:
- Moderato dal carattere pomposo ed aristocratico
- Adagio di grande cantabilità caratterizzato da una bellissima melodia
- Finale brillante e ricco di virtuosismi.
Arto Noras, Ensemble Instrumental de France
I – Moderato
II – Adagio
III – Allegro molto
Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in re magg.
Composto intorno al 1783 questo concerto abbandona lo schema tardo barocco; qui un Haydn molto più maturo tratta il violoncello come uno strumento capace di una cantabilità autonoma, con tecnica ed espressività completamente slegata dai violini.
Questo concerto ancora oggi costituisce il cavallo di battaglia di quasi tutti i violoncellisti, soprattutto per il brillante finale ricco di virtusismi.
Mstislav Rostropovich – Academy of St. Martin in The Fields
I° mov. Allegro moderato
(1a parte)
(2a parte)
II° mov. Adagio
III° mov. Rondò (allegro)
