Ludwig van Beethoven – Egmont (Ouverture)
Su richiesta di Joseph Marti von Luchsenstein, direttore dell’Hofburgtheater di Vienna, Beethoven, tra ottobre 1809 e giugno 1810, compone le musiche di scena per l’Egmont di Goethe, di cui era grande ammiratore. La partitura esprime con forza la figura dell’eroe olandese, immolatosi per la libertà del suo popolo, e Goethe, che non amava, né comprendeva la musica del “Titano”, alla prima del 15 giugno 1810 ne rimane così entusiasta da profondersi in ringraziamenti e lodi.
L’overture inizia potente ed espressiva con un accordo all’unisono di tutta l’orchestra; seguono, alternandosi, gli archi con accordi gravi e i fiati che introducono un tema malinconico; poi un breve momento lirico sottolineato dall’insistere degli archi sostenuti dai timpani. Si contrappone, emergendo repentino e violento, un nuovo soggetto, agitato e carico di tensione; gli archi, in crescendo, giocano su un motivo che deriva da cellule precedentemente ascoltate. La tensione si affievolisce con i fiati che ripropongono, variate in tonalità minore, le note dell’inizio. Forti contrasti timbrici e dinamici tra corni e archi; un attimo di pausa, poi il crescendo finale che sfocia in una fanfara gioiosa dei fiati, l’omaggio di Beethoven al trionfo degli ideali dell’eroe.
Vienna Philharmonic Orchestra, Leonard Bernstein


La vera 10° di Beethoven, se avesse altri movimenti…
Le musiche di scena dell’Egmont comprendono anche 8 brani per soprano e orchestra; la nona fu composta ben 14 anni dopo … e qui si accenna a una eventuale decima