Jean-Marie Leclair (1697-1764)
Considerato il fondatore della scuola violinistica francese, Jean-Marie Leclair è un personaggio eclettico diviso in gioventù tra danza e musica; la sua vita si chiude in un’aura di mistero per mano di un accoltellatore sconosciuto.
Jean-Marie Leclair, originario di Lione, proviene da una famiglia di compositori e violinisti; dal 1722 si trasferisce a Torino dove è attivo come ballerino e coreografo. Si dedica anche alla composizione per strumenti ad arco ed entra in contatto con Giovanni Battista Somis e con Johann Joachim Quantz. Nel 1738 si trasferisce all’Aja, alla corte della principessa Anna d’Orange; conosce Pietro Locatelli con il quale spesso si esibisce in concerto; le cronache del tempo raccontano che, per i successi ottenuti dal duo, Leclair suonava come un angelo e Locatelli come un diavolo.
Nel 1743, torna a Parigi al servizio dell’infante Don Filippo di Spagna, al quale dedica i suoi concerti dell’opera X; nel 1748 viene assunto dal duca di Gramont come solista per il suo teatro privato.
Divenuto ipocondriaco e misantropo, vive a Parigi isolato in una casa-fortezza, con l’unica compagnia del suo inseparabile Stradivari; viene accoltellato da un assassino misterioso e la sua morte si scopre soltanto due mesi dopo, quando il corpo viene trovato riverso a terra nella sua stanza, stringendo al petto il suo prezioso violino.
Jean-Marie Leclair, oltre a musiche per balletti e alcuni divertimenti per organi sinfonici, ha scritto numerose composizioni per violino, dove concilia; ha composto una sola tragedia lirica, “Scilla e Glauco”, del 1746.
Il suo stile unisce le tematiche del gusto francese con la tecnica italiana, conciliando gli aspetti virtuosistici con buoni contenuti musicali.
Scilla e Glauco – “Airs des Silvains”
Philharmonia Baroque Orchestra, Nicholas McGegan
Sonata per 2 violini
Ivana Kovalcikova, Vaclav Hudecek
Ouverture III OP13
Ensemble Capriccio Stravagante


Di quest’autore ho un bel disco della Chandos (Sonate per archi op. 4), contenente la bellissima Sonata n. 1 in re minore che ha momenti di incontenibile bellezza bachiana, in particolare l’Adagio introduttivo. Purtroppo non lo trovo in rete, ma mi sembra che la sonata in mi minore qui postata regga comunque in pieno il confronto.
senti i primi 3 accordi di questa sonata per 2 violini e poi passa all’incipit del concerto per 4 clavicembali BWV 1065 di Bach …