Rossini: La Fede – La Speranza – la Carità

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03/12/2012 di nicotano

G. Rossini: La Fede – la Speranza – la Carità, tre cori religiosi per voci femminili e pianoforte.

Questa pagina di Rossini, dedicata alle tre Virtù teologali, è raramente eseguita; appartiene al suo ultimo periodo, da lui stesso definito con severa ironia “Péché de vieillesse”. I tre cori, pubblicati nel 1844 su sollecitazione di un editore parigino, si caratterizzano per il linguaggio polifonico essenziale, privo di abbellimenti quali arpeggi, trilli e gorgheggi.
I testi sono di Prosper Goubaux, La Fede, di Hippolyte Lucas, La Speranza, e di Louise Colette, La Carità.
Le tre Virtù invitano i fedeli a seguirle: la Fede, un carezzevole andantino, sollecita “Costante credi in me”; la Speranza, andante in 4/4, consola l’”alma che geme”; la Carità, andante mosso, promuove e sostiene l’uomo nell’esercizio virtuoso, Dio si rivela attraverso la sua opera (“Iddio rivelasi solo per te”).

Il 14 marzo 1845, nel palazzo Hercolani a Bologna, i tre cori sono stati eseguiti durante una grande accademia musicale tenutasi sotto la direzione dello stesso Rossini, con la partecipazione di Cesare Aria come secondo pianoforte. (v. Dizionario biografico Treccani)

Coro voci bianche del Teatro dell’Opera di Roma, dr. José Maria Sciutto

La FEDE
Allor che l’alma afflitta,
Nei giorni aquilonar,
Si sente in cor trafitta
La sua virtù mancar,
Un astro appar repente
Dell’etra in sul confin.
Più che ragion possente,
Più ardente del mattin.
Quel mistico splendore
È sol di Dio la fè;
Egli è che dice al core:
Costante credi in me.
Del dubbio reo la vita
Spegne quel suon divin;
E la sua man ne addita
D’un bel tramonto il fin.

La SPERANZA
Odi pietosa,
Mistica speme,
L’alma che geme
Da questo suol.
Col divo incanto
Detergi il pianto.
Ognun t’invoca
Celeste aurora
Per cui s’indora
Di gaudio il sol.
Diva speranza
Dammi costanza
Odi il mio duol.

La CARITA’
O caritade, virtù del cor,
Tu l’uomo infervori di santo ardor.
Tu l’affratelli; e nei martir
Consoli il povero de’ suoi sospir.
Iddio rivelasi solo per te:
Tu inspiri al misero del ben la fè.
L’alma che accendesi del tuo fervor,
Spande sugli uomini divin fulgor.
Allor che il mondo tua voce udrà
Di guerra il fremito si spegnerà.
L’ira, l’orgoglio fian vinti allor
Da un sacro vincolo d’eterno amor.

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