Bach – Il clavicembalo ben temperato

J. S. Bach – Il clavicembalo ben temperato (Primo libro BWV 846-869, Secondo libro BWV 870-893)

Il titolo originale tedesco “Das Wohltemperierte Clavier” lascia intendere che questa opera monumentale, in due volumi, è genericamente destinata a strumenti a tastiera, inoltre nel sottotitolo del I° libro troviamo scritto “Preludi e fughe attraverso tutti i toni e semitoni, sia maggiori che minori, ad uso della gioventù studiosa musicale, come a particolare ricreazione di coloro che in questo studio sono già versati”.

Sono ventiquattro coppie di preludi e fughe per ogni libro: il primo volume è stato scritto a Köthen nel 1722, il secondo ben ventidue anni dopo a Lipsia.

Il Clavicembalo ben temperato è un’opera fondamentale per il sistema della musica occidentale, ciascuna coppia di preludio e fuga esplora sequenzialmente la scala cromatica, per ogni tonalità maggiore e minore, iniziando dal Do maggiore per finire al si minore.
Il preludio esprime la ricerca delle potenzialità melodiche e la Fuga diventa ricerca contrappuntistica con i temi che si intrecciano, si sfalsano e si sovrappongono in un’architettura strutturata come un movimento perenne tendente all’infinito.

Luigi Chiarizia, clavicembalo – Preludio n.1 in do magg. (I libro)

Sviatoslav Richter – Preludio n.6 in re min. (I libro)

Glenn Gould – Preludio e Fuga in Fa diesis min. (II libro)

Luc Beausejour – Preludio in re min. (II libro)

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8 pensieri riguardo “Bach – Il clavicembalo ben temperato

  1. Il termine WOHLTEMPERIERTE (= ben temperato) accanto a CLAVIER
    (= tastiera) è stato oggetto di infinite discussioni e polemiche fra i musicologi.
    Generalmente esso è stato interpretato come una convinta affermazione del
    moderno temperamento “equabile” col quale è possibile usare indifferentemente tutte le tonalità maggiori e minori. In realtà Bach non si pronunciò mai chiaramente sull’argomento e oggi si tende invece a pensare
    che il compositore si riferisse a un temperamento “buono” ma “inequabile”,
    che conservasse un differente carattere alle singole tonalità.
    Nel 2005 Bradley Lehman ricavò i valori di tale temperamento dagli anelli del
    fregio sovrastante il titolo autografo dell’opera. L’uso di complesse e nascoste
    simbologie numeriche è del resto assai frequente in tutta l’opera di Bach ed
    è fonte di sempre nuove scoperte. La questione rimane comunque sempre
    aperta e forse non risolvibile.

  2. In questi giorni sto ascoltando il Gradus ad Parnassum di Clementi e mi è venuto spontaneo un parallelo col CBT di Bach.

    Con grande scandalo dei forum di classica, mi sono accorto che mi piace di più il GaP di Clementi che non il CBT, forse perché sono semplicemente nato nel tempo sbagliato (ho gli stessi gusti musicali di un viennese di fine ‘700)…

  3. Non devi recriminare se preferisci il GaP al CBT, che io invece preferisco; sono due pilastri della musica nati con scopi diversi e piacevolissimi da ascoltare, poi ognuno logicamente ha le sue preferenze. Sarebbe interessante paragonare le difficoltà di esecuzione di entrambi, ma io non sono in grado di potermi esprimere.

  4. Mah, più che altro il fatto è che non sono mai riuscito ad apprezzare Bach come il resto del mondo o quasi. Così come non ho mai capito perché – di norma – viene considerato Bach il più grande (anche se non credo abbia senso far graduatorie musica).

  5. Ovvia Signori ! Un conto è parlare di gusti personali, ma fare paragoni tra
    Muzio Clementi e Johann Sebastian Bach è una cosa che non sta nè in cielo
    nè in terra… e non è una questione di graduatorie.

  6. Premesso quanto detto precedentemente e parlando delle difficoltà esecutive
    del WTC e del Gradus (come accennava Nicotano) posso dire per esperienza
    diretta che sono due cose sostanzialmente diverse. Il Gradus è un METODO
    per acquisire abilità tastieristiche generiche (magari con uno stile a volte
    piacevole) il WTC è una summa di pensiero musicale che non si limita a formare una tecnica ma indaga le infinite possibilità di creazione musicale,
    sia dal punto di vista formale che da quello estetico e spirituale.
    Non per nulla il WTC è stato il “pane quotidiano” per tutti i compositori ed
    esecutori del passato e lo è tuttora.

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