Paul Dukas – L’apprendista stregone

Paul Dukas (1865 – 1935), studia al Conservatorio di Parigi dove poi sarà professore di orchestrazione. Le sue composizioni risentono delle influenze stilistiche di Franck e Wagner; la scrittura musicale è accurata e si fa apprezzare per la vivace dinamica e lo stile colorito.
Insoddisfatto ed estremamente critico nei confronti delle sue composizioni, Dukas negli ultimi anni di vita distrugge quasi tutto il suo lavoro; lascia soltanto quelle poche composizioni da lui stesso ritenute meritevoli di essere eseguite: alcune pagine sinfoniche, l’opera Arianna e Barbablù, il balletto la Péri ed una limitata produzione cameristica.
Lo scherzo sinfonico “L’apprendista stregone”, eseguito con successo nel 1897 sotto la direzione dello stesso Dukas, è stato poi utilizzato nel film Fantasia (1940) di Walt Disney, dove Topolino riveste il ruolo dell’apprendista mago.
La storia messa in musica da Paul Dukas ha alle spalle ben più di un millennio.
Nel secolo II lo scrittore greco Luciano di Samosata racconta, nelle Philopseudes, le avventure di Eucrate, giovane apprendista del mago Pancrate. Cercando di carpire i segreti del suo maestro, il ragazzo sperimenta un sortilegio e, grazie ad alcune parole magiche, fa muovere un pestello e gli comanda di attingere acqua con un’anfora. Eucrate, ignorando la formula, non può far cessare l’incantesimo quindi tenta di risolvere il problema tagliando il pestello con un’accetta. Il pestello, invece, si riproduce in due metà che continuano ad attingere acqua e solo l’intervento del mago riporta tutto alla normalità.
Goethe, nel 1797, rielabora in chiave comica questa storia e sostituisce la scopa al pestello.

Wolfgang Goethe: L’apprendista stregone
Il vecchio maestro d’incantesimi
finalmente è andato via!
E ora devono i suoi spiriti
fare un poco a modo mio!
Le sue parole e l’opere
io ho guardato e i riti,
e con la forza magica
anch’io so fare prodigi.

Corri! Corri
per un tratto bello e buono,
ché allo scopo
scorra l’acqua,
e con ricchi, pieni fiotti
si riversi nella vasca!

E ora, vecchia scopa, vieni,
prendi gli stracci miseri!
È da tempo, ormai, che servi;
ora esegui i miei ordini!
Sta’ ritta su due gambe,
ci sia una testa, sopra,
fa’ in fretta e vattene
con questa brocca!

Corri! Corri
per un tratto bello e buono,
ché allo scopo
scorra l’acqua,
e con ricchi, pieni fiotti
si riversi nella vasca!

Guarda, corre giù alla riva;
tocca il fiume ormai, non sembra
vero, e come un lampo arriva
qui di nuovo e versa in fretta.
Ecco, viene un’altra volta.
Come si colma la vasca!
Come ogni coppa
si riempie di acqua!

Férmati! Férmati!
Poiché noi
dei tuoi doni
la misura abbiamo colma! –
Ahimè, ora è chiara la faccenda.
Ahi, ahi, ho scordato la parola!

La parola che la riduce, alla
fine, com’era una volta.
Ah, lei corre e porta veloce.
Oh, se tu fossi la vecchia scopa!
Rapida, sempre nuovi flutti
lei porta dentro con sé.
Ah, e cento fiumi
si gettano su di me.

No, a lungo ancora
non lo posso permettere;
la voglio prendere.
Questa è perfidia!
Ah, cresce sempre più la mia angoscia!
Che sguardi! Che grinta!

Oh tu, mostro dell’inferno,
vuoi affogare tutta la casa?
Oltre ogni soglia già vedo
l’acqua a fiumi che dilaga.
Scopa scellerata,
non mi dài ascolto!
Bastone, che sei stata,
fermati di nuovo!

Ma non verrà il momento
che tu la voglia smettere?
Io ti voglio prendere,
tenerti stretta,
e sùbito spaccare il vecchio legno
con la tagliente accetta.

Ecco, sotto il peso torna di nuovo!
Non appena su di te mi scaglio,
sarai steso a terra, coboldo;
il taglio netto ti coglie di schianto!
Ecco, colpita a dovere!
Guarda, in due è spaccata!
Ora posso sperare
e tirare il fiato!

Oh, che guaio!
I due pezzi
in gran fretta, come servi,
sono pronti a ogni cenno,
all’impiedi ritti stanno!
Oh, aiuto, forze del cielo!

E corrono! L’acqua irrompe
nella sala e su ogni gradino.
Che orrenda massa di onde!
Signore e maestro, ascolta il mio grido! –
Oh, il maestro arriva!
Signore, il pericolo è grande!
Gli spiriti chiamati per magia,
non riesco a liberarmene.

«In quell’angolo, presto
scope, scope!
Siate quello che foste!
Come spiriti voi
al suo scopo evoca il vecchio
maestro, e solo lui.»

Budapest Philharmonic Orchestra, Rico Saccani


dal film Fantasia

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