François Couperin, le Grand

François Couperin, le Grand (Parigi 1668-1733).

È il principale esponente della musica barocca francese.
Giovanissimo, succede al padre come organista della chiesa di Saint-Gervais a Parigi;

apprezzato per le sue doti, ben presto fa parte della cappella reale di Luigi XIV, e viene nominato maestro di composizione e di cembalo del duca di Borgogna, nipote del re. Couperin introduce in Francia la sonata in trio e la arricchisce in uno stile dove il cromatismo e la chiara simmetria italiana si fondono con la grandiosità e l’eleganza francesi. Le sue composizioni sono al tempo stesso briose e delicate; la tecnica cembalistica è ardita e varia, con incroci delle mani e accordi arpeggiati.
La raccolta (1713 – 1730) di quattro volumi di musica per clavicembalo, ordinati in 27 “Ordres”, rappresenta un caposaldo della musica tastieristica; il trattato “L’art de toucher le clavecin” è una delle più importanti opere didattiche del XVIII secolo. Da ricordare anche la raccolta “Les nations” del 1726 e i concerti da camera per clavicembalo, flauto, oboe, violino e basso continuo; sono di rilievo le “Trois leçons de ténèbres” per voci, organo e strumenti, scritte per la liturgia della settimana santa.

Jean-Baptiste Robin, Cattedrale di Saint-Pierre, Poitiers, Organo Clicquot
Tierce en taille da “Messe des Couvents”


Elaine Comparone
“Les Baricades Misterieuses”

Suite n. 2 in la magg. per viola da gamba e b.c.
Jay Bernfeld, viola da gamba
Skip Sempé, clavicembalo
Capriccio Stravagante

Leçons de ténèbres (3)

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Un pensiero riguardo “François Couperin, le Grand

  1. Un fondamentale contributo di Couperin alla musica organistica francese è costituito da due Messe, una più solenne A L’USAGE DES PAROISSES e l’altra
    più contenuta POUR LES COUVENTS, composte nel 1690 a soli 22 anni.
    Si tratta di un insieme di brani (originalmente da alternare col canto gregoriano) che chiamano in causa tutta la straordinaria ricchezza di colori sonori dell’organo francese dell’epoca e tutte le forme musicali ad esso destinate: Grand-Jeu, Plein-Jeu, Dialogue, Recit, Duo, Trio, Taille ecc.
    Una dimostrazione di maturità compositiva, di fantasia e di ricchezza espressiva che hanno pochi riscontri nella storia della musica per organo.

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