Giovanni Battista Viotti

Giovanni Battista Viotti (1755 – 1824)

Nonostante una intensa attività di violinista e di compositore, Giovanni Battista Viotti, dopo la sua morte, è stato immediatamente, quanto ingiustamente, relegato nel dimenticatoio.

Giovanni Battista Viotti, grande rappresentante della tradizione violinistica italiana, ha delineato i tratti del modello francese, poi esportato nella Russia degli Zar. A lui si deve il merito di aver saputo unire virtuosismo e cantabilità; il suo gusto, la modalità d’esecuzione e una certa originale concezione della forma musicale sono alla base della cosiddetta scuola violinistica francese moderna.
La sua produzione musicale è quasi esclusivamente rivolta al violino; i suoi 29 concerti per violino sono l’opera che maggiormente riflette la sua maturità artistica e stilistica. Sono poche le composizioni vocali, brevi arie scritte a richiesta di amici, e riadattamenti di pagine solistiche.
A Vercelli, dal 1950, si svolge il Concorso Internazionale di musica “Gian Battista Viotti”, che ogni anno vede la partecipazione di numerosi giovani artisti intenzionati ad avviarsi in una carriera internazionale; fra i numerosi musicisti che vi hanno partecipato, alcuni sono nomi di fama mondiale: Abbado, Accardo, Baremboim, Pavarotti, tanto per citarne qualcuno.
Giovanni Battista Viotti si fa notare sin da bambino per il proprio talento musicale, tanto che nel 1766 viene accolto alla corte del principe Alfonso Dal Pozzo, a Torino. Costui provvede alla sua istruzione musicale affidandolo al maestro Pugnani e poi lo fa inserire, nel 1775, nell’orchestra della Cappella Reale di Torino. Dopo i successi di una lunga tournée in Europa, intrapresa col Pugnani nel 1780, Viotti dimora per qualche tempo a San Pietroburgo presso la corte di Caterina II.
Nel 1782 si trasferisce a Parigi ed inizia anche l’attività di compositore; stabilisce fitti legami con l’aristocrazia parigina e l’anno successivo entra alla corte di Maria Antonietta. Insieme a Leonard Aiuti apre il teatro “De Monsieur”.
Nel luglio del 1792, sotto l’incalzare della Rivoluzione Francese, Viotti ripara a Londra. Qui dirige il King’s Theatre, conosce Haydn, Lord Byron e Walter Scott; lo ritroviamo anche tra i fondatori della Philarmonic Society. Per fare fronte alle sopraggiunte difficoltà economiche incontrate a Londra, si dedica al commercio di vini e liquori, ritenendolo più redditizio delle attività musicali. L’insuccesso di questa attività commerciale rivelatasi un vero e proprio disastro finanziario e l’accusa di giacobinismo rivoltagli dal governo inglese per la frequentazione di luoghi sospetti, come la locanda “Crown and Anchor Inn”, e il mantenere contatti frequenti con la Francia rivoluzionaria, inducono Giovanni Battista a lasciare Londra. Riprende la via di Parigi dove, tra il 1819 e il 1821, dirige l’Opera ed il Teatro Italiano; nel 1823.
Vittima ancora una volta di intrighi politici, Viotti si rifugia nuovamente a Londra in casa dei suoi cari amici Chinnery a Barkey Street, dove si spegne il 3 marzo del 1824.

Duetto per due violini
Uto Ughi e Guido Rimonda

Meditazione in Preghiera
Guido Rimonda, Orchestra Camerata Ducale

Concerto n.22 in la min.
(Moderato – Adagio – Agitato assai)
Lola Bobesco, Staatliche Philharmonie Rheinland-Pfalz, dir. Kurt Redel

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