Giovanni Battista Vitali

Giovanni Battista Vitali (1632 – 1692)

Giovanni Battista Vitali, compositore e violinista attivo alla corte di Modena, è un autore significativo nello sviluppo della “forma sonata”. Le sue opere si caratterizzano come sintesi tra il contrappuntismo della sonata da chiesa e la libera invenzione melodica della sonata da camera; tra i primi, introduce il minuetto nella suite italiana.
G.B. Vitali, nato a Bologna, studia con Maurizio Cazzati presso la cappella musicale di San Petronio dove, ammirato virtuoso, è attivo come suonatore di “violone da brazzo”. A Bologna assume anche l’incarico di maestro di cappella presso la Confraternita del Rosario, che lascia poi nel 1677 per trasferirsi alla corte di Modena.
Questo è il periodo più fecondo della sua produzione musicale; entra in contatto con gli ambienti musicali e di teatro ed è stimolato dalle richieste della Corte Estense per la fornitura di musica da chiesa e per le diverse occasioni di Stato.
Ricordiamo in particolare le due raccolte di musica vocale: i Salmi concertati del 1677 e gli Hinni sacri del 1684, una raccolta di 49 canti per voce sola con ritornelli strumentali in cinque parti. Tra le altre opere vocali figurano 10 cantate sacre e profane, 4 oratori e una cantata scritta per l’incoronazione di Maria Beatrice, sorella di Francesco II, quando il marito divenne re Giacomo II d’Inghilterra.
La musica strumentale da chiesa comprende opere per due violini e organo continuo; fanno eccezione, tuttavia, le sonate dell’Opera 5, scritte per quattro e cinque parti e basso continuo.
I sessanta pezzi degli Artificii musicali (“ne quali si contengono Canoni in diverse maniere, Contrapunti dopii, Inuentioni curiose, Capritii, e Sonate”) del 1689, di varia tecnica contrappuntistica, disposti in ordine di difficoltà crescente da due a dodici voci, rimangono uno straordinario esempio di studi sul contrappunto prima dell’opera colossale di J. S. Bach.
Le altre raccolte pubblicate da G.B. Vitali sono costuite da sonate da camera e musica per i balli di corte; l’ultima di esse, l’Opera 14 del 1692, comprende sonate da camera a tre, per violini e violone, suddivise in otto suite per complessivi 44 movimenti.

Bergamasca (Partite sopra diverse Sonate per il Violone)
Dorothea Andreae, violoncello – Siegfried Andreae, tiorba

Passa Galli – Toccata – Capritio sopra otto figure (Partite sopra diverse Sonate per il Violone)
Matteo Cicchitti, violone – Luca Pollastri, clavicembalo

Ciaccona Op. VII n. 3
Renzo Ghirardelli e Rodolfo Burruni, violino barocco
Roberto Marazzato, clavicembalo

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