Niccolò Piccinni

Niccolò Piccinni (1728 – 1800)

Niccolò Piccinni, centralissima figura nel panorama musicale italiano e francese della metà del XVIII secolo, apporta un rilevante contributo allo sviluppo dell’opera buffa. Considerato uno dei maestri di questo genere, unisce alla ricchezza della melodia, grazia ed eleganza determinando, così, la fortuna della commedia sentimentale di fine settecento.

Talento precoce e figlio di musicista, grazie all’aiuto economico dell’arcivescovo di Bari, sua città natale, completa la sua formazione musicale con Leonardo Leo e Francesco Durante presso il Conservatorio Sant’Onofrio di Napoli.

Dopo il suo esordio a Napoli con alcune musiche sacre e l’opera buffa “Le donne dispettose” del 1754, di grande successo, a Roma fa rappresentare “Alessandro nelle Indie”, su libretto di Metastasio, e “La Cecchina ossia La buona figliuola”, su libretto di Goldoni, molto apprezzata per la freschezza e la delicatezza melodica e considerata il suo capolavoro.
Nel 1776, su invito della corte francese, Piccinni si trasferisce a Parigi dove si dedica quasi esclusivamente all’opera seria; qui assume l’incarico di direttore della compagnia italiana dell’Opéra e nel 1780 è nominato professore di canto presso l’Ecole Royale de Chant et Déclamation.
Dal successo della sua prima opera francese, il Roland del 1777, e, ancor più con la rappresentazione  dell’Ifigenia in Tauride del 1781, voluta dalla direzione de l’Opéra, trae origine la famosa diatriba che vede contrapporsi i sostenitori del dramma gluckiano ai sostenitori della tradizione italiana basata sulla poetica del Metastasio.
Con la rivoluzione francese, Niccolò Piccinni dimora a Napoli per qualche tempo e  si dedica alla composizione di musiche sacre. Rientrato nel 1798 a Parigi ed accolto con grandi onori, si spegne in breve tempo a causa della sue precarie condizioni di salute.
Autore di oltre 120 opere teatrali, Piccinni esprime il massimo del suo talento soprattutto nel genere buffo, dove la tradizionale struttura dell’opera comica napoletana viene adattata a schemi più sentimentali, eleganti e raffinati. Nell’opera seria, tuttavia, non si riscontrano il vigore e le novità del teatro contemporaneo di Gluck o anche di Jommelli e  Traetta.

Attento, sotto un albero (Le donne vendicate, parte II-scena I)
Aria Lindora (Giuliana Castellani, soprano)
I Barocchisti, Diego Fasolis

Concerto per flauto in Re magg.
Peter-Lukas Graf,
Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Bruno Giuranna

Il finto turco – Sinfonia avanti l’opera
Orchestra Sinfonica Abruzzese, dir. Francesco Quattrocchi

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