Django Reinhardt

Django Reinhardt  (1910 – 1953)

Di origini zingare, Jean-Baptiste “Django” Reinhardt è un personaggio straordinario che lascia una traccia indelebile nel panorama jazzistico del XX° secolo. Intorno al 1930, in Francia, Django crea il suo swing originale, allegro, fatto di improvvisazione e ritmiche dolci; dà origine così al Jazz Manouche, o Gipsy Jazz, in cui la tradizione musicale dei Manouche, uno dei ceppi più antichi del popolo zingaro, si sposa con il jazz dell’anima nera americana. Questo amalgama, in continua evoluzione per tutto il Novecento, ancora oggi si rinnova ed affascina un numero sempre crescente di appassionati.
Nel 1999, il regista Woody Allen rende omaggio a questo gigante della musica jazz con il film ”Sweet and lowdown” (in Italia col titolo “Accordi e disaccordi“), il cui protagonista, Emmet Ray, è ossessionato dall’idea di essere il secondo chitarrista jazz al mondo dopo, appunto, Django Reinhardt.

Nato in Belgio da una famiglia di etnia sinti, dimostra da piccolo una forte inclinazione per la musica. Trascorre gli anni dell’adolescenza  nella banlieue parigina; si esibisce in pubblico suonando il violino e il banjo, suona anche con qualche orchestrina “musette”. Le sue prime incisioni discografiche risalgono al 1928, quando ancora poteva utilizzare tutte e cinque le dita della mano sinistra.
Il 2 novembre 1928, nel corso di un furioso incendio che distrugge la sua roulotte, si ustiona gravemente ad una gamba e alla mano sinistra, perdendo così l’uso dell’anulare e del mignolo.
Da questo dramma, nasce la leggenda!
Lasciato il banjo per la chitarra, sviluppa una tecnica strumentale personalissima che prescindeva, quasi del tutto, dall’utilizzo dell’anulare e del mignolo della mano sinistra. Questa singolare caratteristica e il modo stupefacente di suonare la chitarra, presto lo pongono all’attenzione degli ambienti jazz parigini; il grande successo, che lo consacra in campo internazionale, arriva nel 1934 quando, con il fratello e Roger Chaput, chitarristi, con Stéphane Grappelli, violinista, e con Louis Vola, contrabbassista, forma il “Quintette du hot club de France”. Il Jazz Manouche rivoluziona, quindi, gli standard degli anni ’30; la formazione “gipsy” esclude la sezione ritmica della batteria, che viene sostituita dall’incessante accompagnamento delle chitarre. Django Reinhardt, ormai famoso anche oltre oceano, collabora con musicisti americani di passaggio a Parigi e con Duke Ellington, col quale si esiibisce alla Carnegie Hall.
Muore a soli 43 anni per una emorragia cerebrale.

Nuages (Parigi, 13 dic.1940)
Quintette du Hot Club de France

Les yeux noirs
Quintette du Hot Club de France

The Sheik of Araby
Quintette du Hot Club de France

Minor Swing

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