Francesco Bartolomeo Conti

Francesco Bartolomeo Conti (1681 o 1682 – 1732)

Francesco Bartolomeo Conti, compositore e grande virtuoso di liuto e tiorba, quasi sconosciuto in Italia, gioca un ruolo importante nella Vienna imperiale del primo Settecento; come annota il Köchel, la sua attività è determinante nell’affermazione dell’opera italiana nei paesi di lingua tedesca.
Degli anni della sua giovinezza abbiamo poche notizie; si forma a Firenze, sua città natale, e breve tempo si afferma come valente suonatore di tiorba. Apprezzato a Ferrara e Milano, la sua fama lo conduce alla corte viennese, dove si stabilisce in via definitiva. Grazie alla sua straordinaria abilità di esecutore, si assicura una posizione di assoluto privilegio e, nel 1713, ottiene l’incarico di compositore di corte, che mantiene fino alla morte.
Musicista versatile e fecondo, con qualche sprazzo di genialità, scrive per il teatro una quarantina di opere di vario genere come, ad esempio, “Alba Cornelia”, scritta per il carnevale e rappresentata nel febbraio del 1714; Clotilde, dramma in tre atti; “Il trionfo dell’amicizia e dell’amore”, dramma pastorale in tre atti; né va dimenticata la commedia pastorale “Don Chischiotte in Sierra Morena”, del 1719, di cui Mattheson apprezza la capacità di dipingere i gesti attraverso le note musicali.
Le opere di Conti, per la maggior parte, rivelano una certa tendenza all’ispirazione drammatica, tuttavia non mancano caratteri comici pieni di sfumature e qualche indulgenza alla parodia dei tratti stilistici dell’opera seria; le numerose rappresentazioni a Vienna e in altre città tra cui Dresda, Amburgo e Breslavia, contribuiscono alla decisiva affermazione sulle scene della lingua italiana e dell’aria italiana nella sua tipica struttura.
Interessanti per varietà timbrica e per abilità di scrittura sono alcune composizioni di musica sacra, anche a più voci e orchestra; ricordiamo “Alma Redemptoris Mater”, a dieci voci, violino, viola, fagotto, violoncello e organo, la Messa per l’Assunzione della Beata Vergine Maria, a quattro voci e strumenti, e gli “Himni sacri”, a quattro voci e organo.
Non meno importante è il suo contributo in campo strumentale; lo annoveriamo tra i primi compositori di musica per mandolino e come anticipatore di elementi che preludono alla tipica struttura della forma sonata, questo può essere facilmente constato nella sinfonia della “Pallade trionfante”, con i due temi contrastanti e la ripresa del primo nel tono principale.

Languet anima mea
Magdalena Kožená, mezzosoprano – Musica Antiqua Köln, dir. Reinhard Goebel

Lontananza dell’amato
Bernarda Fink, mezzosoprano – Ars Antiqua Austria

Perché pecchi ingiustamente (Aria di Gionata dal David, azione sacra per musica)
Birgitte Christensen, soprano – Il Complesso Barocco, dir. Alan Curtis

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