Beethoven – Fantasia Corale Op. 80

Beethoven – Fantasia Corale per pianoforte, coro e orchestra Op. 80

Pur non essendo uno dei massimi capolavori di Beethoven, la Fantasia Corale Op. 80 riveste grande interesse sia per l’esperimento di un Coro inserito in un’opera sinfonica e, per di più, collocato nella sezione finale, sia per la presenza di un nucleo formale che troverà successivo sviluppo e impiego nella poderosa Nona Sinfonia; il tema principale del secondo movimento, Allegro, presenta evidenti analogie con quello dell’Inno alla gioia.
La Fantasia Corale, dedicata al Re Massimiliano Giuseppe di Baviera, viene presentata in chiusura di un concerto tenuto a Vienna il 22 dicembre 1808; la parte corale è basata sul testo di Christoph Kuffner, Schmeichelnd hold (Lusinga amichevole).
La composizione ha inizio con un Adagio per pianoforte solo; brano scritto in occasione della stampa in quanto, la sera del concerto, le variazioni furono improvvisate al momento dallo stesso Beethoven.
Segue l’esposizione del tema principale e l’intervento dell’orchestra. Una serie di variazioni caratterizzano il dialogo, impetuoso a volte, tra solista e tutti. Episodio quasi sognante affidato ai fiati, con brevi interventi del pianoforte. La tensione cresce e soltanto verso il finale trova sfogo; vengono ripresi i temi precedenti, rielaborati e arricchiti nella caratterizzazione timbrica prima dell’entrata del Coro. Finale brioso e spensierato, con trilli del pianoforte nel registro acuto; il contrasto tra coro e orchestra, altrove espressione di indomite passioni, qui assume significato di gioia e volontà di vita.

Pianoforte: Kim Tae-Hyeong
KBS Symphony Orchestra, dir. Hahm Shin-Ik
Soprano: Kang Hye-Jung, Jo Eun-Ah
Mezzo Soprano: Seo Eun-Jin
Tenore: Na Sung-Suh, Park Min
Baritono: Im Sung-Gyu
In-Cheon Municipal Opera Chorus
UiJungBu Municipal Opera Chorus
(1 gennaio 2011, KBS Music Hall – Seoul Korea)

Schmeichelnd hold und lieblich klingen
Unsers Lebens Harmonien,
Und dem Schönheitssinn entschwingen
Blumen sich, die ewig blühn.
Fried und Freude gleiten freundlich,
Wie der Wellen Wechselspiel.
Was sich drängte rauh und feindlich,
ordnet sich zu Hochgefühl.
Wenn der Töne Zauber walten
Und des Wortes Weihe spricht,
Muß sich Herrliches gestalten,
Nacht und Stürme werden Licht.
Äuß’re Ruhe, inn’re Wonne
Herrschen für den Glücklichen,
Doch der Künste Frühlingssonne
Läßt aus Leiden Licht entstehn.
Großes, das ins Herz gedrungen,
Blüht dann neu und schön empor,
Hat ein Geist sich aufgeschwungen,
Hallt ihm stets ein Geisterchor.
Nehmt denn hin, ihr schönen Seelen,
Froh die Gaben schöner Kunst!
Wenn sich Lieb’ und Kraft vermählen,
Lohnt dem Menschen Götter Gunst.
Con lusingante dolcezza
risuonano le armonie della nostra vita
dalla poesia sbocciano fiori sempre verdi.
Pace e letizia scorrono
come il fluire delle onde;
il rancore e l’amarezza
che premevano dentro di noi
lasciano il passo a più nobili sentimenti.
Quando domina la magia dei suoni
la sacra parola si esprime,
allora il meraviglioso si manifesta,
notte e tempesta diventano luce;
la pace all’intorno e la letizia interiore
regnano per i felici.
Il sole primaverile delle arti
fa scaturire la luce dalla loro unione.
Quanto di grande c’è nei nostri cuori
torna a fiorire più bello,
non appena lo spirito si eleva
un coro celestiale risuona tutt’intorno.
accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei.
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