Dmitry Stepanovich Bortniansky

Dmitry Stepanovich Bortniansky (1751 – 1825)

Dmitry Bortniansky, uno dei più importanti compositori russi di musica sacra, è il primo Direttore della Cappella Imperiale non esterno all’Impero Russo; talento prodigioso, in quei Paesi introduce il Concerto e occidentalizza, previo censimento, le composizioni liturgiche. Il suo brano “Quanto è grande il Nostro Signore” è stato per lungo tempo l’inno nazionale russo e veniva suonato a mezzogiorno dalle campane della Torre Spasskaya del Cremlino.
La sua prima educazione musicale ha luogo presso la scuola Glukhov, poi, dall’età di sette anni, prosegue nel Coro della Cappella Imperiale a San Pietroburgo, dove studia composizione con Baldassarre Galuppi, che segue nel 1768 nel suo rientro in Italia, inviato dall’imperatrice Caterina II° per completare la sua formazione musicale.
Dmitry Bortniansky rimane in Italia per circa 11 anni e molte sue composizioni riscuotono grande successo; tra l’altro, scrive musica sacra in latino e in tedesco, e fa rappresentare alcune opere, tra cui Creonte e Alcide, a Venezia, e Quinto Fabio, a Modena. Ritornato nel 1779 a San Pietroburgo, il suo genio creativo è ormai giunto alla piena maturità; scrive musica profana strumentale e almeno quattro opere in francese, su libretti di Franz-Hermann Lafermière.
Nel 1796 è chiamato alla direzione del Coro della Cappella Imperiale e, nel 1801, viene nominato direttore di tutta la Cappella di Corte.
Non cessa di comporre musica liturgica per la Chiesa ortodossa. Il suo stile, incorporando la polifonia imparata in Italia, a volte anche utilizzando la tecnica della policoralità dei veneziani Gabrieli, unisce influenze orientali e occidentali; talora sono presenti elementi del folklore ucraino e russo, tuttavia sobri e di buon gusto, che ben si armonizzano con la liturgia ortodossa.
Il brano composto sull’inno latino Tantum Ergo, noto come “Kol Slaven”, ancora oggi, nelle terre slave, è cantato durante il periodo natalizio.
Nel 1881, Pyotr Tchaikovsky ha completato un’edizione della sua musica sacra, pubblicata in dieci volumi.

Cherubic Hymn
Estonian Philharmonic Chamber Choir, Paul Hillier

Kol slaven (Tantum Ergo, inno)
State Academic Cappella of Saint Petersbourg.
dir. Vladislav Chernushenko

I mov. dal Concerto in re magg. per Clavicembalo
(arr. per flauto, mandolino e chitarra)
Vladimir Dvurechensky, flauto
Elena Zabavsky, mandolino
Michael Perfilov, chitarra

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