Bach – Cantata BWV 95 “Christus, der ist mein Leben”

Bach – Cantata BWV 95 “Christus, der ist mein Leben” (Cristo, tu sei la mia vita)

Scritta durante il primo anno di permanenza a Lipsia, per la XVI° domenica dopo la Trinità, questa cantata è un momento di meditazione sulla morte che, secondo la filosofia mistica di Bach, diventa liberazione dalle preoccupazioni del mondo e porta del Paradiso.
Lo spunto è dato dalla lettera agli Efesini (3:13-21), con la quale Paolo li invita a rafforzarsi nella fede, e dal Vangelo di Luca (7:11-17), per la parte inerente il ritorno in vita del figlio della vedova di Nain; qui Bach, come in un grande mosaico, realizza uno degli esperimenti più interessanti nell’uso di melodie corali, utilizza infatti per i quattro corali quattro strofe provenienti da quattro inni funebri diversi, le prime due sono incorporate nel primo corale con tonalità contrapposte, sol maggiore e sol minore.

1. Corale e recitativo (tenore): Christus, der ist mein Leben – Mit Freuden, ja mit Herzenslust – Mit Fried und Freud ich fahr dahin
Il brano inizia con un tema altalenante tra oboi e archi. A poco a poco il tema si trasforma, diventa estatico e illustra chiaramente il viaggio dell’anima verso il cielo.
Il coro canta il primo verso dell’inno con il sostegno orchestrale; come una marcia funebre, l’andamento è solennemente tranquillo, con il suo desiderio triste; tutte le voci rallentano su “Sterben ist mein Gewinn”.
La melodia è interrotta dal recitativo per tenore, poi il corale riprende all’unisono; decorazioni del corno su tutti i versetti, tranne che “Sanft und stille”. Stranamente, il ritmo è leggermente più mosso, pur trattandosi di un inno funebre.

2. Recitativo (soprano): Nun, falsche Welt
Addio alle falsità del mondo con gli oboi all’unisono.

3. Corale (soprano): Valet will ich dir geben
Continua ad esprimere l’addio al mondo e l’anelito della ricompensa divina che viene sottolineata dal tenero motivo degli oboi.

4. Recitativo (tenore): Ach könnte mir doch bald so wohl geschehn
Un recitativo secco, fortunatamente breve, con il desiderio di morte, senza alcun raggio di speranza.

5. Aria (tenore): Ach, schlage doch bald, selge Stunde
Aria di grandi dimensioni, magicamente orchestrata; può essere considerata il nucleo emotivo della cantata.
Melodia estremamente accattivante, resa ancor più suggestiva dal pizzicato degli archi che imitano il suono delle campane “a morto”. Il pessimismo del testo viene mitigato dal motivo sereno del tenore e degli oboi d’amore.

6. Recitativo (basso): Denn ich weiß dies
Lungo e complesso recitativo prima del corale finale. Una fervente, appassionata dichiarazione di fede che termina con un bell’arioso affermativo; in contrasto con il testo cupo dei due brani precedenti, la morte è solo un sonno ristoratore prima della nostra riunione con Gesù.

7. Corale: Weil du vom Tod erstanden bist
Un brano toccante; conclusione ottimistica, tutte le voci e gli strumenti esprimono la gioia dell’anima che crede nella sua riunificazione con Dio.

Helmuth Rilling, Stuttgart Bach Collegium

testi in tedesco con traduzione in italiano, fai clic qui per leggerli in una nuova finestra

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...