Johann Adam Reincken

Johann Adam Reincken (1623 – 1722)

Compositore di eccezionale longevità, Johann Adam Reincken è tra i principali rappresentanti della scuola organistica tedesca e del suo stile nordico particolarmente esuberante, il Phantasticus Stilo; Reincken, amico di Buxtehude, è ricordato anche fra gli ispiratori stilistici di Vincent Lübeck e Johann Sebastian Bach.
Dopo gli anni della prima formazione musicale sotto la guida di Lucas van Lennick, a Deventer sua città natale, si trasferisce nel 1654 ad Amburgo, dove studia organo e composizione con Heinrich Scheidemann. Nel 1657 torna in Olanda, a Deventer, per assumere l’incarico di organista della Berghkercke; dopo quasi un anno, però, ritorna ad Amburgo come assistente e poi successore di Scheidemann alla Catharinenchirke, posizione che mantiene per il resto della sua vita.
Spesse volte il giovane Bach si sposta da Lüneburg ad Amburgo per ascoltare Johann Adam Reincken all’organo della Catharinenkirche, restaurato nel 1670; nel 1721, l’ormai anziano musicista viene gratificato da Johann Sebastian con una magistrale improvvisazione sul corale An Wasserflüssen Babylon.

Gran parte dei lavori di Reincken è andata distrutta a causa dei bombardamenti sulla Germania durante la II Guerra Mondiale; oltre a composizioni per organo e per clavicembalo, restano sei partite per archi e basso continuo raccolte sotto il titolo “Hortus Musicus” che, secondo le stesse indicazioni dell’autore, possono essere eseguite anche in ambito religioso.

Hortus Musicus, Partita I in La min.
Sonata – Allemande – Courante – Sarabande – Gigue
Ensemble Les Cyclopes, violino Manfredo Kraemer

An Wasserflüssen Babylon
Patrick Parker, organo

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4 thoughts on “Johann Adam Reincken

  1. Un’altra vittima illustre dei bombardamenti sulla Germania durante la II Guerra Mondiale, fu la Katharinen Kirche di Amburgo col suo grandioso e celebre organo, la cui tribuna era stata tenuta lungamente da Scheidemann e da Reincken (per 60 anni!) e che aveva visto improvvisare il giovane Bach.
    Ora sta per concludersi la sua lunga e costosa ricostruzione sulla scorta di
    un’abbondante documentazione fotografica e di 520 canne superstiti. Lo strumento avrà la disposizione riportata da Mattheson nel 1720: sessanta registri su quattro manuali e pedale. I lavori, affidati alla rinomata Casa olandese Flentrop Orgelbouw di Zaandam, saranno completati nel giugno 2013. L’uomo sa crudelmente distruggere, ma anche saggiamente ricostruire!

  2. Forkel riferisce che Reincken, ascoltata l’improvvisazione del giovane Bach,
    esclamò: “Credevo che quest’arte non esistesse più, ma ora vedo che è ancora viva in voi.” Bach a sua volta manifestò la propria ammirazione per il
    vecchio Maestro elaborando per cembalo tre sue composizioni strumentali tratte dall’ Hortus Musicus: Sonata BWV 965 (dalla Partita I), Sonata BWV 966
    (dalla Partita III), Fuga BWV 954 (dalla Partita II).
    Come di consueto Bach non si limita a trascrivere l’opera altrui, ma la rielabora
    quasi facendola propria con tutte le risorse della sua arte e perizia tecnica.
    Per un utile confronto, segnalo un link della Sonata BWV 965, riferito al video
    della Partita I qui riportato:

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