Geminiano Giacomelli

Geminiano Giacomelli (1692 – 1740)

Geminiano Giacomelli, o Jacomelli, compositore piacentino dotato di uno spiccato senso teatrale unito a un linguaggio musicale semplice e tradizionale, gode di vastissima popolarità in tutta Italia. Le sue opere sono caratterizzate da linee melodiche scorrevoli, ornate di vocalizzi e colorature, l’armonia è sobria, con modulazioni che ne vivacizzano la dinamica. Le sue composizioni di maggior successo costituiscono un grande contributo per l’affermazione del “Pasticcio”, in Italia e all’estero.
Giacomelli studia canto, contrappunto e clavicembalo a Parma con Giovanni Maria Capelli, canonico, organista e compositore di corte. Secondo alcuni biografi, nel 1724, dopo la rappresentazione dell’opera intitolata Ipermestra, il duca Francesco Farnese lo invia a Napoli per completare la sua formazione con Alessandro Scarlatti; in quell’anno viene anche nominato maestro di cappella del duca.
Tra il 1724 e il 1740 compone una ventina di opere, che riscuotono grande successo; Giacomelli deve assicurare i servizi di corte ed anche comporre per i principali teatri d’Italia. Per qualche anno risiede a Vienna al servizio dell’imperatore Carlo VI, poi, nel dicembre del 1738 assume l’incarico di maestro di cappella della Basilica di Loreto, che terrà fino alla morte.
Le sue composizioni comprendono opere liriche e musica sacra, concerti, e 8 salmi per tenori e basso; a Torino, nel 1735, viene rappresentata l’opera “Cesare in Egitto”, il suo capolavoro. Tra le altre composizioni di successo, oltre alla “Merope”, le cui arie Farinelli era obbligato a cantare ogni sera per Filippo V di Spagna, ricordiamo “Lucio Papirio dittatore”, ripreso a Londra al King’s Theatre nel 1732 da Händel, che ne rimaneggia i recitativi e aggiunge due arie di Nicola Porpora, e “Alessandro Severo”, dal quale Vivaldi trae due arie per il melodramma “Dorilla in Tempe” e tre per “Il Tamerlano”.

Villanella nube estiva (da Scipione in Cartagine nuova)
Simone Kermes, soprano

Sposa non mi conosci (da Merope)
Cecilia Bartoli, Il Giardino Armonico

Quell’usignolo (da Merope)
Vivica Genaux, mezzosoprano
Akademie für Alte Musik Berlin, René Jacobs

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