Mozart – Sinfonia n. 31 “Parigi”

Mozart – Sinfonia n. 31 “Parigi” in re maggiore, K 297

La sinfonia n. 31, detta “Parigi” poichè ivi composta, ed eseguita il 18 giugno 1778 per i “Concert Spirituel”, nell’ambito delle sinfonie di Mozart, segna lo spartiacque tra quelle giovanili, brillanti e spensierate, e quelle, cosiddette, della maturità, maestose, solenni, come le ultime quattro.
La sinfonia, organizzata in tre tempi ancora secondo lo stile italiano, presenta momenti molto briosi, spumeggianti, lo stile è adeguato al gradimento del pubblico parigino. Mozart ne cattura l’attenzione e la benevolenza con l’inziale colpo d’archetto con il quale, all’unisono, i violini attaccano l’Allegro, con il brusco scarto dinamico che apre l’ultimo movimento, con l’utilizzo dei clarinetti in una già corposa compagine orchestrale. A questo proposito, è significativa la lettera spedita il 3 luglio 1778 al padre, rimasto a Salisburgo, nella quale manifesta l’antipatia verso la prassi esecutiva francese.
Il primo movimento, Allegro assai, segue uno sviluppo per grandi contrasti, con due temi che si oppongono, ma sempre ben scorrevoli; l’Allegro finale, si caratterizza per i repentini cambi di velocità, per gli improvvisi contrasti tra piano e forte, come un moto perpetuo. Tra due è contrapposto l’Andante, un movimento tenero, appassionato, molto riflessivo e sentimentale. Questo, in origine, era costituito da un Andantino in 6/8 ma, su richiesta di Joseph Legros, direttore dei “Concert Spirituel”, per l’esecuzione del secondo concerto del 15 agosto 1778, Mozart lo sostituisce con l’Andante, dal carattere decisamente più gradito ai francesi.

Wiener Philharmoniker, Karl Böhm

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2 thoughts on “Mozart – Sinfonia n. 31 “Parigi”

  1. Una delle rare volte in cui Mozart cede ai gusti del pubblico, ma non durerà per molto. Peserà moltissimo, in quel viaggio, la fregatura che Legros gli tirò rifiutandosi di far eseguire la Sinfonia concertante per fiati KV 297b che, se davvero è di Mozart (la discussione su quest’opera è molto accesa e tuttora irrisolta), è il capolavoro tra ciò che scrisse nella capitale francese.

    La Sinfonia Parigi lascia un po’ interdetti nel primo tempo per le inconsuete ripetizioni di interi passaggi, caratteristica che accomuna questa composizione alla stessa Concertante per fiati. Più leggero il Concerto per flauto e arpa, composto sempre in quel periodo.

  2. Complimenti per la scelta dell’interprete. Nikolaus Harnoncourt è in assoluto una delle più importanti e poliedriche personalità musicali del nostro tempo.
    Col suo “Concentus Musicus Wien” ha rivelato al mondo l’interpretazione della
    musica antica con strumenti d’epoca, ma anche alla guida di di blasonate
    formazioni sinfoniche (Wiener, Concertgebouw ecc.) ha impresso un marchio
    inconfondibile di chiarezza, vigore, eleganza e proprietà di stile.
    Le sue interpretazioni delle Sinfonie di Mozart e di Beethoven hanno dapprima
    fatto scalpore, ma poi hanno convinto anche il pubblico più tradizionalista.
    Un grande Maestro!

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