Samuel Barber

Samuel Osborne Barber (1910 – 1981)

Musicista statunitense tra i principali esponenti della scuola neoromantica, Samuel Barber è famoso per essere l’autore di un celebre Adagio per archi utilizzato in numerosi film di successo tra cui “The Elephant Man” di David Lynch e “Platoon” di Oliver Stone.
Samuel Barber inizia a comporre sin dall’età di 7 anni; giovanissimo, viene ammesso al Curtis Institute of Music di Philadelphia, dove studia canto, direzione d’orchestra, pianoforte e composizione; nel 1935 frequenta come borsista l’Accademia Americana a Roma. Durante la permanenza al Curtis Institute conosce Giancarlo Menotti con il quale instaura una solida e fortunata amicizia, anche in ambito professionale; Menotti scrive i lbretti per alcune sue opere tra cui “A Hand of Bridge” e “Vanessa” che, rappresentata al Metropolitan di New York con grandissimo successo, gli fa vincere un Premio Pulitzer. Va comunque registrato anche il fallimento dell’opera Antonio e Cleopatra, composta nel 1966 su libretto del regista Franco Zeffirelli; però la stessa opera, riproposta nel 1975 con la collaborazione e la regia di Menotti, trova una più benevola accoglienza.
Samuel Barber non è un compositore prolifico, comunque lascia numerose pagine scritte per strumenti solisti, per orchestra, musica per balletto, musica per coro e orchestra, di cui la “Preghiera di Kierkegaard” per soprano, coro misto e orchestra è il suo lavoro più rappresentativo.
A differenza di altri compositori americani della sua generazione, Barber preferisce forme musicali armoniose e abbastanza tradizionali; soltanto nelle composizioni degli ultimi anni, come “Third Essay” e “Dance of Vengeance”, mostra una certa indulgenza ai modernismi ed agli effetti percussivi.
Il suo brano più famoso, l’Adagio per archi, caratterizzato da uno struggente lirismo, nasce come secondo movimento del Quartetto per archi n.1, del 1936; Barber lo trascrive per orchestra per essere eseguito la prima volta a New York il 5 novembre 1938 da Arturo Toscanini con l’orchestra sinfonica della NBC. Nel 1968, lo stesso brano viene nuovamente trascritto da Barber per coro ad otto voci, senza accompagnamento strumentale, abbinandolo al testo dell’Agnus Dei.

Sonata per pianoforte op. 26
Lilia Boyadjieva

Concerto per pianoforte e orchestra op. 38, III mov. Allegro molto
Daniela Manusardi, pianoforte
Orchestra Sinfonica della Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen

Adagio per archi, Op. 11
Orchestra September Concert 2008, dir. Samuel Wong

Agnus Dei
Accentus Chamber Choir – dir. Laurence Equilbey

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