Josef Mysliveček

Josef Mysliveček (1737-1781)

Josef Mysliveček, musicista ceco attivo principalmente in Italia, ha esercitato notevole influenza sul giovane Mozart; di recente, alcuni studiosi hanno ipotizzato la sua paternità in merito a qualche opera già attribuita al genio salisburghese.
Essenzialmente dedito all’opera lirica, Josef Mysliveček nei suoi lavori presenta caratteristiche tipiche dell’opera italiana; non trascurabile è la sua produzione musicale in ambito sacro e strumentale.

Dopo una prima formazione musicale presso la scuola pubblica, Mysliveček studia letteratura e filosofia all’università di Praga; la abbandona nel 1753 per scarso profitto e trova impiego come violinista presso chiese e istituzioni locali. Convinto che la musica è la sua strada, studia organo e composizione con Josef Seger e Franz Johann Habermann.
Il successo ottenuto dalle sue prime sinfonie conferma la scelta di dedicarsi alla composizione e, nel 1763, si trasferisce a Venezia dove, tra l’altro, studia con Giovanni Battista Pescetti. Nel 1764, a Parma, fa rappresentare la sua prima opera, Medea, che riscuote grandissimo successo; la sua seconda opera, Semiramide, andata in scena a Bergamo nel 1765, lo pone all’attenzione dei principali treatri italiani. Napoli è la città con cui intrattiene i rapporti più stretti; tra il 1767 e il 1779, compone nove opere per il Teatro San Carlo, quasi tutte su testo di Pietro Metastasio. Grazie ai notevoli consensi ottenuti da “Bellerofonte” e da “Farnace”, la sua fama cresce e si diffonde in tutt’Italia tanto da essere soprannominato “Il divino Boemo”. Molti dei suoi lavori vengono rappresentati anche a Praga, Vienna e Monaco.
A Bologna, nel 1770, in occasione della rappresentazione di “Nitteti”, conosce il giovanissimo Mozart, di cui diviene un caro amico ed un modello artistico; l’anno successivo viene nominato Accademico della Filarmonica di Bologna.
Tornato a Napoli, compone in brevissimo tempo “Romolo ed Ersilia”; nel 1775, al Teatro San Carlo, mette in scena “Demofonte, “Ezio”, e, nel 1778, “Olimpiade” su libretto del Metastasio. Lascia Napoli nel 1779, dopo la rappresentazione dell’opera “Demetrio”; dimora a Venezia e Milano e poi a Roma, dove muore in miseria, malato e quasi dimenticato.

Concerto per flauto in re magg. (I mov.)
Ana de la Vega, flauto – English Chamber Orchestra, dir. Alexander Briger

6 Sinfonie:
n. 3 in fa magg. (0:00)
n. 5 in si bem. magg. (8:40)
n. 6 in sol magg. (19:57)
n. 4 in re magg. (28:37)
n. 2 in la magg. (37:32)
n. 1 in do magg. (47:27)
L’Orfeo Baroque Orchestra, dir. Michi Gaigg

“Sarò qual è il torrente”, Aria di Creonte da Antigona
Giovanni Coletta, tenore

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