Respighi – “Gli uccelli”

Articolo inviato da Piero

Ottorino Respighi – “Gli uccelli”, suite per piccola orchestra

Da tempo immemorabile la musica è stata attenta osservatrice dell’armonia della natura e in particolare dei piccoli cantori pennuti che la popolano. Naturalmente il romantico usignolo e l’impertinente cucù l’hanno fatta da padroni…
Nel XVI e XVII secolo numerose sono le composizioni vocali e strumentali che fanno loro riferimento. Clément Janequin per esempio, con “Le chant des oiseaux”. Fra i clavicembalisti: Kaspar Kerll col “Capriccio cucù”, Alessandro Poglietti con la monumentale suite “Rossignolo” del 1677, Bernardo Pasquini con la sua celebre Toccata. Ignaz von Biber affidò invece agli archi una coloratissima “Sonata representativa”. Più tardi J.Ph. Rameau dedicherà a questo soggetto alcuni capolavori cembalistici. Chi non conosce poi l’esordio della Sinfonia Pastorale di Beethoven, autentico affresco di suoni e di sensazioni derivanti dal contatto con la natura? Ricordo anche il meno noto ma potentemente evocativo inizio della Prima Sinfonia di Gustav Mahler.  In tempi più recenti il grande compositore e organista Olivier Messiaen (1908 – 1992) fu anche un esperto ornitologo e trasferì in varie opere per pianoforte e per orchestra un’originale interpretazione dell’arte canora di numerose specie di volatili europei ed esotici.
Il nostro Ottorino Respighi (1879 – 1936), autore di celebri e descrittivi Poemi sinfonici, fu sensibile scopritore del passato musicale con le sue tre suites “Antiche arie e danze per liuto”. Dotato di una straordinaria arte  dell’orchestrazione, appresa anche durante i suoi studi con Rimskij-Korsakov a San Pietroburgo, Respighi conferì alle antiche composizioni una veste sonora smagliante e raffinatissima. Egli compose nel 1927 un’originale suite per piccola orchestra intitolata “Gli uccelli”, che si compone di cinque movimenti.

Preludio
L’apertura è affidata a una vivacissima “Aria” di Bernardo Pasquini che precede una breve anteprima di presentazione dei protagonisti canori che si esibiranno singolarmente nei movimenti successivi.

La Colomba
Quale simbolo di pace e di serenità, la colomba è rappresentata da una toccante melodia del liutista parigino Jacques de Gallot (ca.1625 – ca.1695). La linea melodica è accompagnata da un effetto imitante un battito d’ali che pian piano si dilegua in un’atmosfera intensamente poetica.

La Gallina
Il simpatico e domestico pennuto fa la sua apparizione musicale con una magnifica composizione per cembalo di Jean-Philippe Rameau, “La poule”, tratta da una suite del 1728. Respighi, con una sapiente orchestrazione, realizza effetti descrittivi di grande realismo e alla fine, con una nota acutissima della tromba, sembra alludere alla misera e ineluttabile fine del povero animale destinato alla… pentola.

L’Usignolo
Dalla modesta livrea ma dal bellissimo canto, l’usignolo si presenta circondato da un misterioso clima notturno. La bella melodia deriva da un antico canto popolare olandese trascritto dal virtuoso flautista, organista e carilloneur Jacob van Eyck (ca.1590 – 1657).

ll Cucù
La descrizione di questo tracotante animaletto è affidata alla Toccata con lo scherzo del cucco” di Bernardo Pasquini (1637 – 1710). Di grande valore musicale, questa Toccata alterna momenti vivacemente descrittivi con squarci armonici dal carattere sognante ed evocativo di paesaggi bucolici. L’orchestrazione di Respighi esalta ogni particolare di questa rocambolesca composizione. Sempre nel nome di Pasquini, la suite si conclude con la gioiosa Aria ascoltata all’inizio.

Academic Chamber Soloists Prague, dir. Lukas Pohunek
(Preludio – La colomba – La gallina – L’usignolo – Il cucù)



Piero

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