Marie-Claire Alain “In memoriam”

Articolo inviato da Piero

Marie-Claire Alain  “In memoriam”

Corre l’anno 1954. Un giovanissimo appassionato di musica d’organo esce da un negozio di dischi, felice per il suo nuovo acquisto. E’ un bel 33 giri sulla cui elegante copertina bianca, all’interno di un fregio svolazzante, campeggia un titolo: “Jean-Sébastien Bach, Pièces pour Orgue, à l’orgue Marie-Claire ALAIN”. E’ il primo disco (fresco di pubblicazione e già insignito del prestigioso “Grand prix du disque”) di una giovane e brillante organista francese che può vantare illustri ascendenze musicali.
Il padre Albert è organista a Parigi e nel salone della casa di Saint-Germain-en-Laye ha costruito con le sue mani un organo particolarissimo per l’educazione dei suoi quattro figli. Marie-Claire, nata nel 1926, è la più piccola. Il più famoso dei fratelli è Jehan, il maggiore, nato nel 1911 e morto eroicamente in un’azione di guerra nel 1940. Nonostante la breve esistenza, la sua produzione organistica è considerata fra le più importanti del ‘900 insieme a quella di Olivier Messiaen. Jehan contribuìsce naturalmente a una prima formazione della più giovane sorella, come lei stessa ama riferire.
In seguito Marie-Claire, dopo brillantissimi studi al Conservatorio di Parigi con Marcel Dupré e altri rinomati maestri, fa il suo debutto nel 1950 e da quel momento inizia una folgorante carriera, forte di un repertorio musicale vastissimo e di uno stile esecutivo virtuosistico, originale e in continua evoluzione. Incide più di una volta l’opera omnia di Bach, F.Couperin, N.de Grigny, C.Franck e J.Alain, scegliendo i suoi strumenti in base a un meditato lavoro di ricerca e di approfondimento storico. Pochi sono i grandi esecutori capaci come lei di mettersi costantemente in discussione!
E’ trascorso qualche anno e il giovanotto che abbiamo lasciato raggiante col suo prezioso long-playing, parte per la città di Ravenna. Nella magnifica Basilica di San Vitale si svolge annualmente un festival d’organo allora unico in Italia. Per la prima volta potrà seguire dal vivo l’organista del cui vinile ha ormai consumato i solchi a furia di ascoltarlo… In quella magica notte le interpretazioni della Alain sembrano aggiungere nuovo splendore ai già sfavillanti mosaici bizantini dell’imperatore Giustiniano e della sua consorte Teodora. Uno slancio, una vitalità, una proprietà di stile così lontane dal grigio conformismo  degli organisti nostrani del tempo che, fatte le dovute eccezioni, continuano a concepire l’organo come uno strumento opaco e chiassoso, dove tutti i repertori si assomigliano tristemenete.
Nei primi anni sessanta la Alain dà la sua entusiastica adesione al movimento italiano che gravita intorno a Luigi Ferdinando Tagliavini e ad altri giovani organologi che, con la fondazione della rivista “L’Organo”, si propone di studiare e tutelare gli organi antichi e di indicare nuove vie per l’arte organaria , al passo con le nuove tendenze europee. Sulle pagine della neonata rivista la Alain offre preziosi contributi interpretativi sui temi a lei più congeniali.
Nel frattempo, nella lontana Olanda, intorno al monumentale organo storico di Haarlem, nasce una celebre Accademia che dal 1956 al 1970 vede protagonisti tre grandi personalità: l’austriaco Anton Heiller (1923-1979), la stessa Alain e il nostro L. F. Tagliavini. Essi vengono scherzosamente definiti il “trio organistico cattolico”, in rapporto agli altri docenti di scuola germanica e olandese. Da questa prestigiosa istituzione passano tutti i migliori organisti delle successive generazioni. In tale sede la versatilità e la vastità di competenze di Marie-Claire Alain  offrono un contributo culturale determinante.
Il nostro fervoroso giovanotto, ormai divenuto…più che adulto, partecipa negli anni novanta a un congresso organistico in Svizzera. E’ in programma fra l’altro una visita a Romainmôtier dove si conserva l’organo della famiglia Alain di cui si è parlato. Marie-Claire fa naturalmente gli onori di casa. Con la  “verve” e la signorilità che le sono proprie, illustra le caratteristiche dello strumento, racconta gustosi aneddoti di famiglia, ma soprattutto esegue musiche del padre e del fratello Jehan, nate proprio per quella tavolozza sonora così particolare. I presenti ne sono affascinati.
Ma quando, una mattina di febbraio 2013, si diffonde la triste notizia della scomparsa della “Signora dell’organo”, il nostro protagonista ha un attimo di smarrimento e nella mente ha un solo pensiero. Si dirige verso gli scaffali della sua discoteca e ne estrae quel vecchio vinile con la copertina bianca, conservato gelosamente per tanti anni. Ora la puntina del giradischi evoca, dai solchi un po’ consunti, le note di Bach piene di vigore giovanile e di promesse meravigliosamente mantenute…

Con forza, lucidità e autorevolezza…
J.S. Bach: Toccata in fa magg. BWV 540

Con gioia serena…
J.S.Bach – “Corale Wachet auf ruft uns die stimme” BWV 645

Accompagnata dall’orchestra…
G.F. Haendel – Concerto op.4 n.4
Orchestra “Jean François Paillard”

Nel repertorio romantico…
C. Franck – Corale n.3 in La minore

Riposi in pace, ma la sua arte rimanga viva fra noi…
J.S. Bach: Corale “Meine Seele Erhebt Den Herren”, BWV 648

Piero

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3 thoughts on “Marie-Claire Alain “In memoriam”

  1. Bellissimo articolo, magnifica scelta dei brani; sublime e toccante l’adagio di Albinoni.

    GRAZIE!

  2. Ho avuto l’onore di conoscere e di collaborare personalmente con l’autore di questo articolo; un capitolo importantissimo della mia vita! In quest’uomo, la freschezza e la costante forza di una passione che non è mai scemata e, anzi, si è solo rinvigorita nel tempo, lo hanno reso un grande Maestro anche per tanti blasonati Maestri.
    Per sempre GRAZIE a Piero!!!

  3. Articolo bello bello.
    Si coglie viva la passione.
    Scelta perfetta dei brani.
    Grazie.
    Ho provato un piacere raro nell’ascoltarli.
    gb

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