Manuel De Falla – Concerto per clavicembalo e 5 strumenti

Manuel De Falla – Concerto per clavicembalo e 5 strumenti

Il Concerto per clavicembalo di Manuel de Falla, del 1926, è, con il Concert Champêtre di Francis Poulenc, uno dei due più noti brani moderni scritti per lo strumento riportato in auge dalla mitica Wanda Landowska, alla quale entrambi i concerti sono dedicati.
La scrittura concisa e secca evidenzia sonorità lontane dalla usuale grazia settecentesca; la partitura, in un contesto neoclassico, getta uno sguardo sulla storia della musica spagnola.
Il primo movimento, abbastanza vigoroso, è costruito su frammenti del villancico “De Los Alamos vengo, madre”, brano del compositore cinquecentesco Juan Vásquez.
Il secondo movimento è un tempo lento, gioiso e solenne; gli arpeggi del solista evocano le grandi processioni religiose spagnole e non a caso il tema proviene dall’inno “Tantum ergo” del grande compositore rinascimentale Tomás Luis de Victoria.
L’Allegro finale, una rielaborazione dinamica del primo movimento, ricco di trilli e mordenti, ornamentazioni tipiche del barocco, è il tributo più evidente al virtuosismo strumentale di Domenico Scarlatti.

Richard Barker, clavicembalo – Angela Citterio, flauto – Francesco Quaranta, oboe – Marco Giani, clarinetto – Fatlinda Thaci, violino – Simone Scotto, violoncello – Sergio Alapont, direzione

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