Francesco Feo

Francesco Feo (1691 – 1761)

Compositore versatile e di comprovata formazione, stimato come esperto in questioni di canto e di dottrina, Francesco Feo  è particolarmente apprezzato per le composizioni sacre, nelle quali coniuga la propria abilità contrappuntistica con la leggerezza espressiva, tipica della Scuola partenopea. Vive a Napoli e nel 1704 viene ammesso al conservatorio della Pietà dei Turchini dove studia con Andrea Basso e poi con Nicola Fago. Nel 1713 esordisce come operista con “L’amor tirannico ossia Zenobia” e l’anno successivo fa eseguire presso il teatro del conservatorio della Pietà il dramma sacro “Il martirio di Santa Caterina”, inoltre scrive intermezzi, scene comiche e composizioni per le chiese locali. Il suo primo, vero, grande successo arriva con l’opera “Siface re di Numidia”, rappresentata al teatro San Bartolomeo nel maggio del 1723, su libretto del giovane Metastasio.
In quello stesso anno viene nominato primo maestro del Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana che lascia nel 1739 per il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo; qui rimane fino al 1743, anno di chiusura del conservatorio.
Cessata l’attività d’insegnamento, Francesco Feo si dedica esclusivamente alla composizione di musica sacra, soprattutto per la chiesa dell’Annunziata di cui era maestro di cappella sin dal 1726.

La sua attività operistica si mantiene nella tradizione della scuola napoletana del tempo: nelle arie, la voce ha un posto di rilevo e gli strumenti sono essenzialmente di supporto; l’orchestra e i cori sono omofoni, gli accompagnati occupano un ruolo meno importante. Tuttavia, l'”Andromaca”, dramma per musica su libretto di Apostolo Zena, rappresentato al teatro Valle di Roma il 5 febbraio 1730, contiene già elementi stilistici che diverranno propri dello stile galante.
Il 26 dicembre 1740, con la sua ultima opera, “Arsace”, viene inaugurato il teatro Regio di Torino.

Nel genere sacro, le cui composizioni sono più numerose di quelle profane, Feo mostra l’influenza del suo  maestro Nicola Fago; le strutture, ampie e articolate in più movimenti, presentano numerosi episodi corali, spesso da eseguire con doppio coro.
La sua ultima composizione è del 1760, “Quoniam tu solus”, aria per tenore e archi.

Salve Regina
Accademia Bizantina, dir. Carlo Chiarappa

Prima’l vorace fulmine
Francesca Lombardi Mazzulli, soprano

Passio Domini nostri Jesu Christi secundum Joannem
La Divina Armonia
Coro da Camera di Varese,
Lorenzo Ghielmi

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