TEMPERAMENTI

Articolo inviato da Piero

TEMPERAMENTI

Quando, a partire dal secondo dopoguerra, ci si pose il problema di un’esecuzione della musica rinascimentale e barocca più fedele alla prassi dell’epoca e con strumenti originali, sorse un interesse anche per il tipo di accordatura da usare per gli strumenti a tastiera, il clavicembalo e l’organo.
L’accordatura di tali strumenti a suono fisso comporta infatti l’impossibilità di far coesistere nel loro naturale stato “puro” (cioè senza battimenti acustici) due intervalli fondamentali nel sistema armonico occidentale, la quinta giusta e la terza maggiore, rispettando al tempo stesso l’assoluta precisione dell’intervallo di ottava. Di conseguenza è necessario realizzare soluzioni di compromesso, i TEMPERAMENTI appunto, privilegiando alcuni intervalli piuttosto che altri.
Dall’antichità al medioevo era in uso il SISTEMA PITAGORICO nel quale le quinte erano conservate perfettamente pure, mentre le terze maggiori risultavano assai sgradevoli e pressochè inutilizzabili. La musica dell’epoca era però prevalentemente monodica (canto gregoriano) e le prime forme vocali e strumentali (organum e discantus) utilizzavano largamente gli intervalli puri di quinta, quarta e ottava.
Tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, con l’avvento della grande polifonia, si avvertì gradualmente la necessità di rendere più consonante l’intervallo di terza maggiore e la situazione si capovolse in favore di quest’ultimo. Nacque così il temperamento MESOTONICO nel quale 8 terze maggiori erano conservate perfettamente pure. Esso era dotato di consonanze calde e gradevoli, ma rendeva impossibile l’uso di tonalità con più di tre diesis e due bemolli. Inoltre, a causa dell’irregolarità degli intervalli di semitono, il cosiddetto “genere cromatico” risultava estremamente teso e caratterizzato. All’epoca ciò non era sentito come una limitazione, ma piuttosto come un ricercato elemento di espressività musicale.
Tutte le musiche tastieristiche del Rinascimento e del Barocco trovano in questo temperamento il loro linguaggio più naturale, in una continua alternanza fra tensione ed eufonia. Era dunque un mezzo per esprimere quegli “affetti” tanto cari ai compositori dell’epoca. L’uso del Mesotonico sopravvisse, almeno negli organi, fino al ‘700 inoltrato. In tale secolo però si cercò di ampliarne gli orizzonti e in tutta Europa vennero proposti numerosi tipi di temperamento nei quali le terze e le quinte venivano inegualmente temperate o parzialmente conservate pure.
Si tratta dei cosidetti temperamenti INEQUABILI. Il loro scopo era quello di poter liberamente praticare tutte le tonalità maggiori e minori, conservando tuttavia a ciascuna di esse una propria identità e un differente carattere sonoro.
In Germania, a fine ‘600, l’organista e teorico musicale Andreas Werckmeister propose alcuni temperamenti di questo tipo che riscossero il favore di eminenti musicisti, come Dietrich Buxtehude che fece riaccordare il grande organo della Marienkirche di Lubecca secondo questi sistemi. Lo stesso giovane Bach ne prese visione nel 1705 in occasione della sua famosa visita al maestro del nord. Bach però non si espresse mai chiaramente sulla questione, ma nel suo “Clavicembalo ben temperato” usò com’è noto tutte le tonalità maggiori e minori. Sul significato delle parole “ben temperato” rimane tuttora aperta un’accesa discussione (vedi il mio commento alla relativa voce su questo sito).
In Francia si occuparono di temperamenti anche personalità della scienza e della cultura come D’Alembert e Rousseau. In Italia, e particolarmente in terra veneta, venne proposto un temperamento evoluto e funzionale da parte di Francescantonio Vallotti, che fu presentato nel 1754 da Giuseppe Tartini e prende il nome di “Tartini-Vallotti”. Oggi è spesso utilizzato per l’accordatura dei clavicembali nei complessi di musica antica.
Il temperamento cosiddetto EQUABILE, generalizzatosi nella seconda metà dell’Ottocento e oggi universalmente in uso, consiste invece nella suddivisione dell’ottava in 12 parti perfettamente uguali. In tal modo tutte le tonalità hanno lo stesso carattere e, come insinuano i suoi detrattori, sono tutte ugualmente… brutte a causa delle terze maggiori crescenti e “nervose”. Se per il pianoforte ciò non costituisce un problema dato il contenuto armonico delle sue sonorità, il difetto risulta più evidente negli strumenti a suoni tenuti (organo) o con un timbro molto ricco di armonici (clavicembalo). E’ però da rilevare che l’Equabile non è un’invenzione moderna, ma era già noto da secoli. Esso era stato spesso al centro di polemiche, ma quasi sempre i musicisti ne avevano rifiutato l’utilizzo. In passato, come già detto, la ricerca di varietà e di colore aveva il sopravvento su ogni forma di normalizzazione.
Le presenti note hanno un carattere semplicemente informativo, ma coloro che desiderassero approfondire questo argomento, scientificamente e storicamente assai complesso, potranno ricorrere al Web che offre una ricchissima documentazione in materia.

Temperamento Mesotonico (organo)
Musiche di Cavazzoni, Franzoni e Frescobaldi.
Liuwe Tamminga, organo

Temperamento Mesotonico (cembalo)
Sweelinck: Fantasia Chromatica
Michael Maxwell Steer, cembalo

Piero

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Un pensiero riguardo “TEMPERAMENTI

  1. Per chi volesse iniziare ad approfondire l’argomento, aggiungo il seguente video realizzato da Carlo Barbierato e Andreina Di Girolamo del Conservatorio “L.Perosi” di Campobasso. Qui vengono fornite informazioni tecniche più dettagliate, accompagnate da significativi esempi musicali.

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