Mendelssohn – Concerto per violino e orchestra op. 64

Felix Mendelssohn-Bartholdy – Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64

Una delle più belle composizioni per violino e orchestra, il concerto in mi minore opera 64, scritto da Mendelssohn nel 1844, è senza dubbio un vero gioiello musicale, scelto da molti interpreti come uno dei loro pezzi preferiti.
Il concerto, dedicato al carissimo amico Ferdinand David, primo violino dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, viene eseguito il 13 marzo 1845 sotto la direzione di Niels Gade; viene replicato il 23 ottobre dello stesso anno con Mendelssohn sul podio ottenendo uno strepitoso successo.
Lavorando alla partitura, Mendelssohn più volte si avvale della collaborazione di Ferdinand David per quanto attiene la stesura della parte solistica; anzi, si crede che buona parte della cadenza del primo movimento sia stata scritta proprio dal violinista.
Il fascino di questo concerto è dovuto alla felice invenzione tematica e al brillante rilievo della parte solista bilanciata dalla radiosa scrittura orchestrale; da sottolineare che Mendelssohn abbandona la tradizionale esposizione orchestrale facendo iniziare il concerto dal solista, assoluta novità per l’epoca.

I movimento – Allegro molto appassionato
Sono presenti due temi contrastanti. Il primo viene affidato immediatamente al violino, che apre il concerto, con arditi passaggi virtuosistici; il secondo tema, dal carattere tranquillo, quasi sognante, viene proposto dai legni e il dialogo col solista prosegue fino alla cadenza, articolatissima. Con la ripetizione degli arpeggi e con i passaggi del violino in accelerando si giunge alla chiusura.

II movimento – Andante
Agile e commosso lirismo, con un bellissimo effetto d’eco tra legni e fiati. Il violino, su accompagnamento dei soli archi, esegue una dolce e appassionata melodia; a questa si alterna un secondo tema, più cupo, affidato a legni e violini.

III movimento – Allegretto non troppo, Allegro molto vivace
Alcuni tratti, capricciosi e pittoreschi, ricordano il “Sogno di una notte di mezza estate”. Un brevissimo richiamo al tema iniziale, poi il solista è chiamato ad esprimersi con alti virtuosismi mentre l’orchestra tace o è appena percettibile.

Alina Ibragimova, violino
Radio Kamer Filharmonie, dir. Philippe Herreweghe

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