Bach – Cantata “Ich bin vergnügt mit meinem Glücke”, BWV 84

Johann Sebastian Bach – “Ich bin vergnügt mit meinem Glücke”, Cantata per soprano BWV 84 (Sono soddisfatto della mia felicità)

Eseguita il il 9 febbraio 1727, domenica di settuagesima, la cantata “Ich bin vergnügt mit meinem Glücke”, elogia con toni quasi intimi la frugalità, la modestia, ed esprime il ringraziamento al Signore anche per quel poco che si è ricevuto. I testi, da attribuire probabilmente al Picander, sono basati sulla Prima lettera ai Corinzi (IX, 24-27), “corsa per la vittoria”, e sul Vangelo di Matteo (XX, 1-16), la parabola dei lavoratori della vigna che ricevono tutti la stessa ricompensa pur con differenti quantità di lavoro prestato; il corale finale, invece, è tratto da “Wer weiß, wie nahe mir mein Ende” di Amilie Juliane von Schwarzburg-Rudolstadt, che Bach già aveva utilizzato nella cantata per la XVI domenica dopo la Trinità, il 6 ottobre 1726.

La partitura, articolata in due arie, due recitativi e coro finale, è scritta per soprano solista, oboe, due violini, viola e basso continuo; il coro a quattro parti interviene solo nel corale di chiusura.
I movimenti sono diversi per strumentazione e carattere. La prima aria ha carattere meditativo e ricorda il lento movimento di un precedente concerto per oboe; la delicata tessitura dello strumento accompagna il soprano in un gioco d’imitazione. Ornamenti sulle parole centrali “Vergnügt” (“felice”) e “Gaben” (“Regali”). La seconda aria è semplice e giocosa, quasi una ballata rustica, con oboe e violino obbligati. Il breve, pacato corale chiude la cantata esprimendo serenità e speranza.

Dorothee Mields, soprano
Collegium Vocale Gent, Philippe Herreweghe

00:00 – Aria: Ich bin mit meinem Vergnügt Glucke
05:29 – Recitativo: Gott ist mir nichts ja schuldig
06:51 – Aria: Ich esse mit Freuden mein weniges Brot
11:36 – Recitativo: Im Schweiße meines Angesichts
12:33 – Corale: Ich leb Indes a dir vergnüget

(Testo della cantata con traduzione in italiano da http://www.bach-cantatas.com)

1 – Aria Oboe, Violino I/II, Viola, Continuo

Ich bin vergnügt mit meinem Glücke,
Das mir der liebe Gott beschert.
Soll ich nicht reiche Fülle haben,
So dank ich ihm vor kleine Gaben
Und bin auch nicht derselben wert.
Son contento della mia buona sorte,
Che il buon Dio mi concede.
Pur se non ho abbondanza di ricchezze,
Gli son grato per i piccoli doni
E anche di questi non son degno.

2 – Recitativo Continuo

Gott ist mir ja nichts schuldig,
Und wenn er mir was gibt,
So zeigt er mir, dass er mich liebt;
Ich kann mir nichts bei ihm verdienen,
Denn was ich tu, ist meine Pflicht.
Ja! wenn mein Tun gleich noch so gut geschienen,
So hab ich doch nichts Rechtes ausgericht’.
Doch ist der Mensch so ungeduldig,
Dass er sich oft betrübt,
Wenn ihm der liebe Gott nicht überflüssig gibt.
Hat er uns nicht so lange Zeit
Umsonst ernähret und gekleidt
Und will uns einsten seliglich
In seine Herrlichkeit erhöhn?
Es ist genug vor mich,
Dass ich nicht hungrig darf zu Bette gehn.
Dio nulla mi deve,
E con ogni Suo dono,
Mi dimostra il Suo amore per me;
Niente posso avere per i miei meriti da Lui,
Poichè ciò che faccio non è che il mio dovere.
E anche quando le mie opere sembran così buone,
Non ho per questo diritto di aver nulla.
Tuttavia l’uomo è così impaziente,
Che spesso si rattrista,
Se il buon Dio non gli dà più di quanto gli serve.
Non ci ha Egli da lungo tempo
Gratuitamente nutriti e vestiti
E vuole in un giorno beato
Innalzarci alla Sua gloria?
A me basta
Non dover andare a dormire affamato.

3 – Aria Oboe, Violino, Continuo

Ich esse mit Freuden mein weniges Brot
Und gönne dem Nächsten von Herzen das Seine.
Ein ruhig Gewissen, ein fröhlicher Geist,
Ein dankbares Herze, das lobet und preist,
vermehret den Segen, verzuckert die Not.
Mangio con gioia il mio pezzetto di pane
E lascio di cuore al mio prossimo il suo.
Una coscienza tranquilla, uno spirito lieto,
Un cuore riconoscente, che loda e rende grazie,
Accresce le sue benedizioni, rende più dolci le sue miserie.

4 – Recitativo Violino I/II, Viola, Continuo

Im Schweiße meines Angesichts
Will ich indes mein Brot genießen,
Und wenn mein Lebenslauf,
Mein Lebensabend wird beschließen,
So teilt mir Gott den Groschen aus,
Da steht der Himmel drauf.
O! wenn ich diese Gabe
zu meinem Gnadenlohne habe,
So brauch ich weiter nichts.
E’ col sudore della mia fronte
Che voglio gustare il mio pane,
E quando, alla sera della mia vita,
La mia vita giungerà alla sua fine,
Allora Dio mi darà il denaro
E poi si apriranno le porte del Cielo.
Oh! Se io ho avrò questo
Come dono della grazia divina,
Allora di nient’altro ho bisogno.

5 – Corale Oboe e Violino I col Soprano, Violino II coll’Alto, Viola col Tenore, Continuo

Ich leb indes in dir vergnüget
Und sterb ohn alle Kümmernis,
Mir genüget, wie es mein Gott füget,
Ich glaub und bin es ganz gewiss:
Durch deine Gnad und Christi Blut
Machst du’s mit meinem Ende gut.
Intanto io vivo felice in Te
E morirò senza affanni,
Mi basta quel che Dio dispone,
Io credo e ne sono davvero certo:
Con la Tua grazia e il sangue di Cristo
Preparerai per me una buona fine.


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