Henri Desmarets

Henri Desmarets (1661 – 1741)

Henri o Henry, Desmarets o Desmarest, Desmaretz, Desmarais, compositore francese conosciuto soprattutto per le numerose opere liriche e per la musica sacra, condannato a causa di un matrimonio segreto, lascia Versailles e vive esiliato prima alla corte di Filippo V di Spagna, poi in Lorena dove trascorre gli ultimi anni di vita.

Nato a Parigi, Henri Desmarets rivela prestissimo il suo notevole talento musicale e nel 1674 viene aggregato come cantore alla Cappella Reale di Luigi XIV. Studia musica sotto la direzione di Pierre Robert e Henry Du Mont; nel gennaio del 1677, a Saint-Germain-en-Laye, partecipa come corista nell’opera “Iside” di Jean-Baptiste Lully. Nel 1678 esordisce con il suo primo gran mottetto, un “Te Deum”; nominato musicista del Re nel 1680, si merita gli apprezzamenti della Corte scrivendo un idillio-balletto per festeggiare la nascita del duca di Borgogna. A 22 anni partecipa alle selezioni per vice maestro della Cappella Reale ma viene scartato a causa della sua giovane età; Luigi XIV gli preferisce musicisti più esperti e autorevoli come De Lalande, l’abate Goupillet, l’abate Minoret e Pascal Collasse. Scrive numerose opere che vende all’abate Goupillet il quale le fa eseguire come proprie; tra di esse figura “Endimione”, opera che viene replicata per molti giorni negli appartamenti reali. Tuttavia, nel 1693, forse per vendicarsi di alcuni lavori non pagati, Desmarets rivela l’inganno e l’Abate è costretto a lasciare il suo incarico.
In questi anni viene nominato maestro di cappella presso i gesuiti di Rue Saint-Jacques e a Saint-Antoine, e all’Accademia Reale di Musica si rapprentano numerose sue opere, tra cui “Didone”, “Circe”, “Venere e Adone” nonché il balletto “Gli amori di Momus”; il 17 luglio 1688 sposa Élisabeth Des Prés che, peraltro, muore qualche anno dopo. Nel 1697 conosce e vorrebbe sposare Marguerite de Saint-Gobert, figlia di un alto funzionario governativo. Il padre, però, è contrario al loro matrimonio e i due fuggono sposandosi in segreto. Quando alla coppia nasce il primo figlio, Monsieur de Saint-Gobert disereda la figlia e fa processare il musicista che, accusato di rapimento e seduzione, viene condannato all’impiccagione. Lasciata la Francia per sfuggire alla condanna,  si stabiliscono a Madrid alla corte di Filippo V di Spagna poi,  nel 1703 si trasferiscono in Lorena, a Lunéville, dove Desmarets ottiene l’incarico di sovrintendente alla musica di corte. Rimasto nuovamente vedovo nel 1727, trascorre gli ultimi anni di vita assistito dalla figlia Madeleine nata dal primo matrimonio.

Autore sensibile e raffinato, Henri Desmarets può ben figurare tra i migliori esponenti della scuola francese del suo tempo. Le sue composizioni sono nel solco segnato da Lully, opera-balletto, musica da intrattenimento, ma anche tragedie liriche, cantate e musica sacra.
In Francia, durante gli anni dell’esilio, i suoi amici Jean-Baptiste Màtho e Anne Danican Philidor mantengono viva la sua reputazione artistica facendo rappresentare molte sue opere. “Ifigenia in Tauride”, rimasta incompiuta dopo la fuga a Bruxelles, viene terminata da André Campra che la porta al debutto a Parigi nel 1704.

Passacaglia da “Venere e Adone”
Les Talens Lyriques, Christophe Rousset

Usquequo Domine (Salmo 12)
Sophie Daneman [dessus]
Rebecca Ockenden [dessus]
Paul Agnew [haute-contre]
Laurent Slaars [taille]
Arnaud Marzorati [basse]
Les Arts Florissants, William Christie

1. Usquequo Domine 0:01
2. Quamdiu 6:45
3. Usquequo exaltabitur 10:18
4. Illumina oculos meos 13:01
5. Qui tribulant me 16:07
6. Exaltabit cor meum 17:49

1. in finem psalmus David usquequo Domine oblivisceris me in finem
   usquequo avertis faciem tuam a me
2. quamdiu ponam consilia in anima mea dolorem in corde meo per diem
3. usquequo exaltabitur inimicus meus super me
4. respice exaudi me Domine Deus meus inlumina oculos meos ne umquam 
   obdormiam in mortem
5. nequando dicat inimicus meus praevalui adversus eum qui tribulant
   me exultabunt si motus fuero
6. ego autem in misericordia tua speravi exultabit cor meum
   in salutari tuo cantabo Domino qui bona tribuit mihi
   et psallam nomini Domini altissimi
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