Händel – “La Resurrezione”, Oratorio per soli, coro e orchestra

Georg Friedrich Händel – “La Resurrezione”, Oratorio per soli, coro e orchestra (HWV 47)

“La Resurrezione” di Georg Friedrich Händel, oratorio sacro su testi di Carlo Sigismondo Capece, è senza dubbio uno dei gioielli musicali del tardo barocco.

L’oratorio viene commissionato dal marchese Ruspoli per essere eseguito la Domenica di Pasqua del 1708 a Palazzo Bonelli; una sfarzosa rappresentazione con scene appositamente dipinte, con un ricco organico orchestrale il cui primo violino era Arcangelo Corelli, e con cinque solisti tra cui figurava nella parte di Maria Maddalena, a dispetto della regola che escludeva le donne dalle esecuzioni musicali, Margherita Durastanti, una protetta del Ruspoli che nelle repliche successive fu sostituita da un castrato per ordine papale.

L’azione si svolge tra la seconda notte (sabato) dopo la Crocifissione e la mattina seguente; il dipanarsi della narrazione è affidato ai recitativi, le arie esprimono gli stati d’animo dei cinque personaggi: Lucifero (basso), Maria Maddalena (soprano), l’Angelo (soprano), San Giovanni Evangelista (tenore), Santa Maria di Cleofa (contralto). Secondo gli usi del tempo, l’opera è divisa in due parti e nella seconda, i toni drammatici si smorzano per avviarsi con tenerezza alla gloria finale della Resurrezione.

Parte Prima
Scena 1: L’ouverture, dal ritmo incalzante, viene improvvisamente interrotta da perentori squilli di tromba. Concitati dialoghi tra l’Angelo e Lucifero che gioisce perché nella morte di Gesù vede una sorta di compensazione per la sua cacciata agli inferi. Alla dichiarazione dell’Angelo che Cristo è morto per amore e presto risorgerà, Lucifero convoca le potenze infernali per contrastarlo.
Scena 2: A Gerusalemme Maria Maddalena e Maria di Cleofa piangono la morte di Gesù, ma San Giovanni ricorda la promessa di Cristo di ritornare il terzo giorno e le incoraggia a tornare alla tomba.
Scena 3: L’Angelo invita le anime beate ad uscire dall’oscura prigione dove vagheggiavano di veder le stelle ed unirsi al loro Signore, il Cristo che ha vinto la morte.

Parte Seconda
Scena 1: San Giovanni attende l’alba del terzo giorno e si reca da Maria, la madre di Gesù, sperando di avere buone notizie.
Scena 2: L’Angelo proclama la Resurrezione di Cristo, significando a Lucifero che prima di ritornare al Cielo farà conoscere la sua gloria sulla terra; Lucifero, furente, vorrebbe impedire la propria sconfitta, ma l’Angelo gli mostra le donne mentre si recano al Sepolcro.
Scena 3: Le due Marie si affrettano al sepolcro, sperando di non essere in ritardo. Lucifero, ormai battuto, fugge e ritorna all’inferno.
Scena 4: Giunte al sepolcro vuoto, le donne apprendono dall’Angelo, che appare come un giovane vestito di bianco, che Cristo è risorto; vorrebbero tornare indietro per diffondere la notizia, tuttavia i primi pensieri sono rivolti alla ricerca del Risorto.
Scena 5: Maria di Cleofa incontra San Giovanni e gli riferisce quello che hanno trovato alla tomba; lui le comunica che Gesù è già apparso a sua Madre e Maria Maddalena si unisce a loro annunciando che Gesù le è appena apparso in giardino. Adesso, nella certezza che il Cristo è risorto, invitano ogni “mortale” a celebrare la Resurrezione e la liberazione dal peccato. L’oratorio si conclude con un coro generale di lode.

Camilla Tilling [soprano]
Kate Royal [soprano]
Sonia Prina [soprano]
Toby Spence [tenore]
Luca Pisaroni [basso-baritono]
Le Concert d`Astrée, Emmanuelle Haïm

Libretto su http://www.haendel.it/composizioni/libretti/pdf/resurrezione.pdf

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