La Bergamasca

Articolo inviato da Piero

La Bergamasca

La Bergamasca (come “La Follia di Spagna” e la Chanson “Une jeune fillette” già presentate in questo sito) è una delle numerose melodie e bassi ostinati che ebbero larga diffusione popolare e colta nel Rinascimento e nel Barocco. Compositori più o meno importanti se ne appropriarono per elaborarle e variarle nelle formazioni vocali e strumentali più diverse. D’altra parte la ricerca di colore e di piacevolezza è una delle tante missioni dell’arte musicale…
La Bergamasca, il cui nome si identifica con quello della nobile città lombarda nella quale ebbe origine, era una “canzone a ballo” popolare in tempo rapido e ritmo binario già nota nel XVI secolo. Nella sua forma più antica prevedeva che fossero gli stessi danzatori ad accompagnarsi col canto. Ballata in origine con salti e capriole, ebbe un’evoluzione più tranquilla come danza che alternava evoluzioni in coppia ad altre coi danzatori disposti in cerchio. Il suo schema armonico, elementare e ripetitivo (I-IV-V-I), si prestava anche a una quantità di variazioni strumentali.
La seguente scelta di esempi musicali vuole offrirne un’immagine.

  • Marco Uccellini (ca.1603-1680)

    “Aria Quinta sopra la Bergamasca a due canti e basso” (1642)
    Attivo a Modena e a Parma come maestro di cappella, fu un importante autore di musica strumentale, violinistica in particolare. Questa vivacissima elaborazione è ancor oggi nota ed eseguita.

    Ensemble Voices of Music

  • Giovanni Girolamo Kapsberger (1580-1651)

    Bergamasca
    Italiano di padre austriaco e madre veneziana, fu virtuoso di tiorba e chitarrone per i quali ha lasciato una notevole produzione accanto a varia musica vocale e strumentale. Era chiamato “il tedesco della tiorba”.

    Rosario Cicero, chitarra barocca – Mario D’Agosto, chitarrone

  • Girolamo Frescobaldi (1583-1643)

    Bergamasca, dai “Fiori Musicali”
    Questa di Frescobaldi è forse l’elaborazione più colta e importante esistente. Si tratta di una sorta di capriccio-variazione suddiviso in sette sezioni in ritmo binario e ternario, con inflessioni diatoniche e cromatiche. Il sapiente discorso contrappuntistico è condotto con una varietà e una vaghezza espressiva che ne fa uno dei capolavori della musica tastieristica italiana. A margine del testo musicale si legge: “Chi questa Bergamasca sonarà non pocho imparerà”. La frase, sottilmente ironica e un poco immodesta, è quanto mai centrata!

    Maurizio Croci, organo “Fratti” (2008) nella Chiesa della Trinità di Berna (CH)
    (in stile antegnatiano e temperamento mesotonico)

  • Bernardo Pasquini (1637-1710)

    Partite di Bergamasca
    Nell’ambito della ricca e importante produzione tastieristica dell’autore, le 18 Partite su diverse Arie e melodie comprendono anche questa Bergamasca condotta con la consueta vivacità ed eleganza.

    Roberto Loreggian, clavicembalo

  • Dietrich Buxtehude (1637-1707)

    “La Capricciosa” (12 Variazioni/estr.)
    Buxtehude scrisse un ciclo di 30 Variazioni per cembalo su questa Aria che, sotto diverso nome, non è altro che la nostra Bergamasca. Si tratta di un’opera ampia, di grande bellezza e importanza, vera e diretta progenitrice delle grandi “Variazioni Goldberg” di Bach. La melodia italiana si diffuse nei paesi germanici con le parole “Kraut und Rüben haben mich vertrieben“ (I cavoli e le rape mi hanno cacciato). Bach la inserì nel famoso Quodlibet (Variazione 30) delle Goldberg. Oltre al suo specifico significato autoironico, questa citazione potrebbe anche essere un velato omaggio all’opera del suo predecessore.

    Martin Böcker, organo “Klapmeyer” nella Nicolaikirche di Stade-Bützfleth (D)

  • Ottorino Respighi (1879-1936)

    Bergamasca, dalla 2° Suite “Antiche Danze e Arie”
    Basata su una composizione di Bernardo Gianoncelli (1650), questa magnifica versione di Respighi dimostra ancora una volta l’estrema abilità ed eleganza di questo compositore nel riscoprire i gioielli del nostro passato musicale e nel rivestirli con tutte le risorse timbriche dell’orchestra moderna.

    Los Angeles Chamber Orchestra, dir. Neville Marriner

Piero

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Un pensiero riguardo “La Bergamasca

  1. Eccezionale Respighi!
    Mi piace molto anche Dietrich Buxtehude.
    E Frescobaldi… Che dire? Non ho parole.
    Ed anche “Aria Quinta sopra la Bergamasca a due canti e basso” di Uccellini…
    Ascolto, ascolto tutto!
    Grazie per tutta la musica ottima che mi dà grande piacere e per la introduzione!
    Grazie!:-)
    gb

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