Bach: Cantata BWV 127 Herr Jesu Christ, wahr’ Mensch und Gott

Bach: Cantata BWV 127 “Herr Jesu Christ, wahr’ Mensch und Gott”

Atmosfera solenne e grande intimità sono gli elementi che caratterizzano la cantata “Herr Jesu Christ, wahr’ Mensch und Gott” (Gesù Cristo Signore, vero uomo e Dio), che appartiene al cosiddetto “ciclo cantata-corale” iniziato da Bach nel 1724 facendo riferimento a testi e melodie di corali luterani.
Composta per la domenica che precede il Mercoledì delle Ceneri, domenica di Quinquagesima o Estomihi (il nome deriva dal versetto d’inizio dell’Introito: “Esto mihi in Deum protectorem, et in locum refugii, ut salvum me facias”), viene eseguita l’11 febbraio 1725 a Lipsia, nella chiesa di San Nicola.
Il testo della cantata si basa sulla canzone funebre in otto strofe scritta da Paul Eber nel 1562 per la morte del figlio, che è in sintonia con le letture previste dalla liturgia: il capitolo XIII della Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (lode della carità) e il capitolo XVIII del Vangelo di San Luca (la guarigione del cieco di Gerico), con Gesù che annuncia la sua passione, “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme”. Il primo verso del lied, che fa esplicito riferimento alla sofferenza di Gesù ed alla richiesta di misericordia, viene utilizzato per il coro d’apertura della cantata, l’ottavo verso ne costituisce il corale finale; i recitavi e l’aria sono parafrasi di altre strofe. L’autore del libretto è sconosciuto, forse potrebbe essere il Picander.
La partitura è scritta per tre voci soliste: soprano, tenore e basso, coro a quattro parti, tromba, due flauti, due oboi, due violini, viola e basso continuo; si articola in cinque movimenti: un coro d’apertura, due recitativi alternati ad un’aria centrale e un corale in chiusura.
Il coro iniziale è monumentale, come spesso accade nelle cantate di Bach; dopo l’ampia sinfonia d’introduzione il primo versetto viene ripetuto in una dolorosa melodia discendente. Il recitativo per tenore è una struggente melodia plasmata sul testo, con melismi sulla parola “Ruhe”, a cui segue una bellissima aria per soprano che esprime la tranquillità dell’anima nelle mani di Gesù. La melodia è affidata all’oboe con brevi interventi dei flauti; la sezione centrale, “Sterbeglocken” (campane funebri), è caratterizzata dal pizzicato degli archi. Nel movimento successivo, recitativo e aria per basso, Bach escogita una rappresentazione drammatica del Giorno del Giudizio; sul testo “einstens Wenn die Posaunen schallen” (quando un giorno le trombe suoneranno), la tromba si unisce agli archi con passaggi bruschi e imperiosi. L’atmosfera diventa gradualmente più calma nell’arioso che viene introdotto utilizzando le prime note della melodia del primo corale. La pace della beatitudine eterna trova coronamento nel finale, un corale che Bach costruisce con grande attenzione ai dettagli e ponendo l’accento su determinate parole, come “Wacker” e “Einschlafen”.

Dorothee Mields, soprano – Jan Kobow, tenore – Peter Kooy, basso
Collegium Vocale Gent, dir. Philippe Herreweghe

1. Herr Jesu Christ, wahr’ Mensch und Gott (Chorus)
2. Wenn alles sich zur letzten Zeit entsetze (Recitative: T) 05:15
3. Die Seele ruht in Jesu Händen (Aria: S) 06:25
4. Wenn einstens die Posaunen schallen (Recitative: B) 13:51
5. Ach, Herr, vergib all unsre Schuld (Chorale) 17:41

 

1 Coro Flauto I/II, Oboe I/II, Violino I/II, Viola, Continuo

Herr Jesu Christ, wahr’ Mensch und Gott,
Der du littst Marter, Angst und Spott,
Für mich am Kreuz auch endlich starbst
Und mir deins Vaters Huld erwarbst,
Ich bitt durchs bittre Leiden dein:
Du wollst mir Sünder gnädig sein.

Signore Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio,
tu che hai sofferto il martirio, l’angoscia, l’oltraggio,
che infine sei morto per me sulla croce
e per me hai ottenuto la grazia dal tuo Padre,
ti prego, per le tue amare sofferenze:
abbi pietà di me peccatore.

2 Recitativo (Tenore) Continuo

Wenn alles sich zur letzten Zeit entsetzet,
Und wenn ein kalter Todesschweiß
Die schon erstarrten Glieder netzet,
Wenn meine Zunge nichts, als nur durch Seufzer spricht
Und dieses Herze bricht:
Genug, dass da der Glaube weiß,
Dass Jesus bei mir steht,
Der mit Geduld zu seinem Leiden geht
Und diesen schweren Weg auch mich geleitet
Und mir die Ruhe zubereitet.

Quando colpisce il terrore nell’ultima ora,
e quando il sudore freddo della morte
invade le membra già rigide,
quando la mia lingua non può emettere altro che
sospiri ed il cuore si spezza:
allora è sufficiente sapere per fede
che Gesù è accanto a me,
lui che ha patito la sofferenza con pazienza
mi accompagnerà in questo difficile viaggio
e mi concederà il riposo.

3 Aria (Soprano) Flauto I/II, Oboe I, Violino I/II, Viola, Continuo

Die Seele ruht in Jesu Händen,
Wenn Erde diesen Leib bedeckt.
Ach ruft mich bald, ihr Sterbeglocken,
Ich bin zum Sterben unerschrocken,
Weil mich mein Jesus wieder weckt.

La mia anima riposerà nelle mani di Gesù,
quando la terra ricoprirà il mio corpo.
Ah, richiamatemi presto, campane funebri,
non ho alcuna paura della morte,
perché il mio Gesù mi sveglierà di nuovo.

4 Recitativo e Aria (Basso) Tromba, Violino I/II, Viola, Continuo

Wenn einstens die Posaunen schallen,
Und wenn der Bau der Welt
Nebst denen Himmelsfesten
Zerschmettert wird zerfallen,
So denke mein, mein Gott, im besten;
Wenn sich dein Knecht einst vors Gerichte stellt,
Da die Gedanken sich verklagen,
So wollest du allein,
O Jesu, mein Fürsprecher sein
Und meiner Seele tröstlich sagen:

Fürwahr, fürwahr, euch sage ich:
Wenn Himmel und Erde im Feuer vergehen,
So soll doch ein Gläubiger ewig bestehen.
Er wird nicht kommen ins Gericht
Und den Tod ewig schmecken nicht.
Nur halte dich,
Mein Kind, an mich:
Ich breche mit starker und helfender Hand
Des Todes gewaltig geschlossenes Band.

Quando un giorno le trombe suoneranno
e quando la costruzione del mondo
che sfiora la volta celeste
crollerà sgretolandosi,
allora pensa con favore a me, mio Dio;
quando il tuo servo comparirà per essere giudicato,
quando i miei stessi pensieri mi accuseranno, allora solo tu,
o Gesù, sarai il mio difensore
e per il conforto della mia anima dirai:

In verità, in verità ti dico:
il cielo e la terra passeranno nel fuoco,
ma chi crede resterà per sempre.
Non andrà incontro al giudizio
e non conoscerà mai la morte.
Dunque stringiti
a me, mio bambino:
distruggerò con mano forte e premurosa
i potenti legacci della morte.

5 Corale Flauto I/II in octava e Oboe I/II e Violino I col Soprano, Violino II coll’Alto, Viola col Tenore, Continuo

Ach, Herr, vergib all unsre Schuld,
Hilf, dass wir warten mit Geduld,
Bis unser Stündlein kömmt herbei,
Auch unser Glaub stets wacker sei,
Dein’m Wort zu trauen festiglich,
Bis wir einschlafen seliglich.

Ah, Signore, perdona tutte le nostre colpe,
aiutaci ad aspettare pazientemente
che giunga la nostra ultima ora,
rafforza sempre la nostra fede,
affinché crediamo nella tua Parola
fino a riposare nella beatitudine.

Testo con traduzione da http://www.bach-cantatas.com

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