Haydn – Die Jahreszeiten (Le stagioni)

Franz Joseph Haydn – Die Jahreszeiten (Le stagioni)
Oratorio profano per soli, coro e orchestra.

Sul finire del XVIII secolo, Franz Joseph Haydn, ormai anziano e ricco di gloria, fortemente influenzato dalla potenza degli oratori di Händel ascoltati durante il suo soggiorno londinese, viene sollecitato dal barone Gottfried van Swieten, mecenate e letterato suo amico, a comporre gli oratori La Creazione e Le Stagioni, fornendogli a tal fine i libretti in tedesco e, per Le Stagioni, gli adatta l’omonimo poema dello scozzese James Thomsons.
La scrittura delle Stagioni impegna Haydn dalla fine del 1798 ai primi del 1801; l’opera viene eseguita a Vienna il 24 aprile 1801, in forma privata, presso la residenza del principe Schwarzenberg, mentre la prima esecuzione pubblica ha luogo il 29 maggio seguente nel salone delle feste (Redoutensaal) del Palazzo Imperiale.
L’oratorio è un festoso ed energico inno alla natura. Bucoliche melodie e maestosi passaggi orchestrali segnano sulla scena lo scorrere inesorabile del tempo, scandito dal mutare del clima e dai lavori agresti; le ricche soluzioni musicali sono frutto della magistrale esperienza acquisita da Haydn in campo sinfonico, mentre nel trattamento dell’insieme vocale è palese l’influenza di Händel.
Rispetto alla tradizionale organizzazione dell’oratorio qui non siamo in presenza di una narrazione, si tratta piuttosto di una descrizione delle Stagioni che, nelle corrispondenti quattro frazioni in cui l’opera è suddivisa, vengono declinate sotto forma di recitativi, arie, cori e momenti strumentali. I personaggi sono tre: Simon (basso), contadino ricco d’anni e di esperienza, Hanne (soprano) e Lukas (tenore), giovani e promessi sposi; il coro, a seconda del contesto, rappresenta i contadini, i cacciatori, o la gente del popolo.
Ognuna delle quattro parti inizia con un breve preludio sinfonico “a programma” ed ognuna è chiusa da un coro, la prima e l’ultima su grandi fughe nello stile di Händel, la seconda su un motivo di Ländler e la terza su una contraddanza.

I – Der Frühling (La Primavera)
L’introduzione orchestrale segna il pasaggio dall’inverno alla primavera. Il tema principale, d’impostazione gagliarda, contrasta fortemente con il secondo, più vivace e leggero. Nel recitativo, Simon e Lukas accennano alle ultime tempeste invernali e allo sciogliersi delle nevi, Hanne annuncia l’arrivo della primavera su un delicato canto di oboe, clarinetto e fagotto. Il coro successivo, “Komm, holder Lenz! Des Himmels Gabe, komm”, ha un andamento sereno e pastorale. Il primo sole di primavera è annunciato da Simon in un breve recitativo secco; l’aria seguente. dai toni allegri e spensierati, è una lode all’operato del contadino. Coro e solisti intonano insieme una solenne preghiera di ringraziamento. Prima del corale finale, una fuga a quattro di stampo hendeliano, sono presenti episodi descrittivi di taluni aspetti della natura.

II – Der Sommer (L’Estate)
L’avvio dell’estate vede protagonista un motivo in do minore, alquanto sconsolato, che prelude all’alba di un nuovo giorno. L’aria successiva, “Der munt’re Hirt versammelt nun”, di ambientazione pastorale, è segnata dagl’interventi del corno solista. Coro e solisti annunciano il levarsi del sole in un graduale movimento melodico ascendente che culmina in un fortissimo di orchestra e coro. Due recitativi successivi narrano della raccolta delle messi; l’accompagnamento degli archi in sordina e con tremoli trasmette l’immagine della calura estiva. Seguono altri spunti imitativi, come il fruscio del fogliame o lo scorrere del ruscello; nell’aria “Dem Druck’erlieget die Natur”, l’incedere ansimante del basso mostra il soccombere dell’uomo sotto la canicola. Il temporale estivo, annunciato dall’orchestra con interventi onomatopeici del flauto (il fulmine), degli archi (il tuono) e dei legni (il vento), viene rappresentato dallo straordinario coro “Ach, das Ungewitter naht!”. Torna il sereno e si riprendono le normali attività agresti. L’orchestra pone l’accento sulla presenza del grillo, del rospo, della quaglia; serenità e giubilo nel coro conclusivo “Die düstren Wolken trennen sich”.

III – Der Herbst (L’Autunno)
La terza parte, Autunno, pone l’accento su scene di caccia. Nell’introduzione all’aria di Simon “Seht auf die breìten Wiesen hin!”, bassi, viole e fagotti in controcanto, riproducono i passi del cane sul prato; l’orchestra poi imita la sua corsa con rapidi movimenti dei violini sostenuti dai legni. Ancora venatoria è la scena rappresentata in “Hört, hört das laute Getön” con i richiami dei corni alternati agli interventi del coro. La pagina conclusiva, infine, celebra il momento della vendemmia. Il coro finale “Juchhe! Juchhe! Der Wein ist da” inneggia al vino di cui le botti sono piene; ulteriore tocco di colore popolaresco viene offerto dalla timbrica colorita del tamburello e del triangolo.

IV – Der Winter (L’inverno)
L’introduzione è affidata a una melodia dai toni tristi e desolati, sottolineati dalle sonorità dei fiati. L’aria di Hanne “Licht und Leben sind geschwächet” richiama l’attenzione sul rigido inverno e sulla lunga durata delle notti. Dopo un breve recitativo, nell’aria di Lukas “Hier steht der Wand’rer nun” viene presentato un viandante smarritosi nella fredda notte invernale. I saltelli degli archi, coi bassi staccati, descrivono i passi incerti del viandante; poi la scorrevole melodia in tonalità maggiore e il canto ornato del solista indicano che il viandante finalmente ha ritrovato la via di casa. Nella penultima aria, “Erblicke hier, betörter Mensch”, Simon paragona il mutare delle stagioni al corso della vita umana. Il doppio coro finale, “Dann bricht der grosse Morgen an”», chiude festosamente l’oratorio. Trombe e timpani sostengono l’ingresso di Simon a cui fa seguito un duetto con Lukas; i tre solisti si alternano al coro, poi tutti insieme nella grande fuga su “Uns leite deine Hand, o Gott!” (Ci guidi la tua mano, oh Dio) che conduce al solenne Amen.

Handel & Haydn Society of Boston, dir. Roger Norrington

Le parti vocali in tedesco con traduzione in italiano a fianco posso essere lette sulla pagina web dell’Orchestra Virtuale del Flaminio, clicca qui per aprire una nuova scheda nel browser.

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