Carlos Chávez

Carlos Chávez (1899 – 1978)

Musicista messicano di grande fama, compositore, didatta, direttore d’orchestra, fondatore della prima orchestra sinfonica del Messico, Carlos Chávez y Ramírez si caratterizza per un linguaggio musicale moderno frammisto con elementi ritmici e melodici tratti dalla musica popolare indiana e spagnola.

Nato in una famiglia creola stabilitasi nei pressi di Città del Messico, Carlos Chávez si forma come pianista con Manuel Ponce e con Pedro Luis Ogazón, studia armonia con Juan Fuentes; da autodidatta approfondisce contrappunto e composizione analizzando le opere dei grandi maestri. Affascinato dalle culture indigene, e da quella azteca in particolare, ne subisce l’influenza traducendola in momenti di studio e di ricerca i cui frutti sono inseriti in gran parte delle sue composizioni.
Inizia a comporre giovanissimo, e alcune sue opere per pianoforte vengono pubblicate nel 1920 da “Wagner y Levien” a Città del Messico. Il grande successo ottenuto dal “Sestetto per archi e pianoforte”, presentato nel 1921 durante il suo primo concerto pubblico, segna una tappa fondamentale nella sua carriera di musicista; in quel periodo, Chávez riceve dal governo rivoluzionario l’incarico di comporre un’opera basata su temi antichi Aztechi, il balletto “El fuego nuevo”, fonte d’ispirazione per successivi lavori a tema. Nel 1922, di ritorno da un viaggio in Europa, matura la convinzione di dover realizzare qualcosa di caratteristico, di personale e di diverso; nel 1926, a New York, conosce Edgar Varèse e Aaron Copland con i quali condivide l’idea di creare un’estetica americana. Nel 1928 Carlos Chávez, con l’Orchestra Sinfonica Messicana, svolge un ruolo divulgativo fondamentale recandosi in tournée in tutte le zone rurali del Messico, curando nel contempo alcuni progetti di ricerca sulle musiche indigene. Dal 1928 al 1935 Chávez dirige il Conservatorio Nazionale, dove insegna composizione musicale; nel 1946 istituisce la società “Nuestra Música” per la promozione dei concerti e predispone il progetto per la creazione dell’Istituto Nazionale delle Belle Arti di cui sarà il primo direttore dal 1947 al 1952. Nel 1969, nominato alla Segreteria della Pubblica Istruzione, rileva che i metodi di insegnamento adottati dal “Conservatorio Nacional” non sono efficaci; il nuovo presidente del Messico, Luis Echeverría, gli consente di sviluppare un curriculum completo per le scuole pubbliche, tuttavia le sue proposte non vengono accettate e, deluso, Carlos Chávez lascia ogni incarico pubblico e si trasferisce negli Stati Uniti dove rimane fino alla morte.

Carlos Chávez avverte con forza il richiamo della musica americana primitiva, che esplora ed inserisce nelle sue composizioni. Tra le opere più famose troviamo “Sinfonía de Antígona”, “Sinfonía India”, “Chapultepec”, e “Xochipilli: una musica azteca immaginaria”, composta nel 1940 nell’ambito di una mostra d’arte messicana al Museo d’Arte Moderna di New York. Il centro del suo sentire è costituito dal futurismo musicale, e per indicare il suo distacco dalla tradizione usa titoli come “Energia”, “Spirale”, “Poligono”, e dalla fede socialista, questa chiaramente espressa in alcune pagine come la “Sinfonia Proletaria” o la Suite per il balletto “Caballos de Vapor”, che rappresenta la lotta degli operai e la loro vittoria contro lo sfruttamento capitalista.

“Ciaccona in mi minore”
(Orchestrazione dall’originale di Dietrich Buxtehude)
London Symphony Orchestra, dir. Eduardo Mata

“Xochipilli: una musica azteca immaginaria”, per 4 fiati e percussioni
La Camerata (Panamerican Chamber Players), Tambuco Percussion Ensemble
dir. Eduardo Mata

Sinfonia n. 2 “India”
Orchestra Sinfonica Nazionale del Messico, dir. Carlos Miguel Prieto

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