Bach – Due Preludi e Fughe (BWV 541 e BWV 552)

Articolo inviato da Piero

J.S. Bach – Due Preludi e Fughe (BWV 541 e BWV 552)

Le composizioni qui presentate appartengono a periodi diversi nell’ambito della produzione bachiana: quelli cosidetti di Weimar e di Lipsia. Nel primo (1709-1718) le maggiori cure del compositore vanno all’organo e alla musica tastieristica. Egli svolge infatti la funzione di organista presso la corte del principe Wilhelm Ernst von Saxe-Weimar che, insieme al figlio Johann Ernst, coltiva un particolare interesse per la musica strumentale italiana, vivaldiana in particolare. Quanto il giovane Bach aveva assimilato dai grandi organisti del nord (Buxtehude in primis) col loro stile fantasioso ma anche abilmente polifonico, viene ora modellato e temperato alla luce del razionale equilibrio architettonico del concerto strumentale italiano. Tale brillante sintesi tra polifonia e stile concertante si riflette in un gran numero di composizioni organo-cembalistiche del periodo. Contemporaneamente Bach si afferma come esecutore virtuoso ed esperto nell’arte della costruzione degli organi che spesso viene chiamato a giudicare e ad inaugurare.

Il PRELUDIO E FUGA IN SOL MAGGIORE BWV 541 è tra le opere più brillanti e significative del periodo di Weimar. La sua composizione si fa risalire al 1714-16. Il dittico è sicuramente concepito in maniera unitaria, sia per clima espressivo che per assonanza tematica. Il PRELUDIO esordisce con un veloce recitativo di Toccata che si innesta in una sequenza di arpeggi, accordi ripetuti e passaggi di pedale che sottolineano la luminosa tonalità di Sol maggiore. Lo stile concertante diventa sempre più evidente mentre altre tonalità vengono esplorate. Verso la conclusione viene poi anticipato quello che sarà il tema della successiva FUGA. L’agile e incisivo soggetto presenta una singolare analogia col secondo coro della Cantata n.21 che risale agli stessi anni, ma che assume in quella sede un carattere serioso, essendo in tonalità minore. L’esposizione a 4 voci contiene un agile controsoggetto che accentua il brillante stile concertante del brano. Il linguaggio contrappuntistico si sviluppa in modo continuo e serrato finchè, dopo una brusca interruzione ad effetto, una serie di incalzanti stretti conduce alla luminosa conclusione.
Massimo Gabba, organo Tamburini Chiesa di S. Antonio, Casale Monferrato

In tutt’altro clima si colloca il PRELUDIO E FUGA IN MI BEMOLLE MAGGIORE BWV 552. Composto a Lipsia nel 1739, esso inquadra la grande raccolta di Corali per organo contenuti nella “Terza parte del Clavier Übung”, il monumento più solenne e importante eretto da Bach al culto luterano insieme alle numerosissime Cantate sacre. Le 21 composizioni commentano infatti i punti salienti del grande e piccolo Catechismo di Martin Lutero del 1528-29. Il Preludio apre la raccolta, la Fuga la conclude. I due brani possono anche essere eseguiti uno di seguito all’altro, come avviene frequentemente oggi in sede concertistica. Una costante simbologia trinitaria pervade entrambe le composizioni.
Il PRELUDIO elabora tre temi: il primo, col suo ritmo puntato “alla francese” di grande solennità, rappresenta la maestà di Dio Padre; il secondo, più semplice ed amabile con i suoi effetti d’eco, rappresenta Cristo suo Figlio; nel terzo lo Spirito Santo è rappresentato da un motivo scorrevole discendente che richiama la tradizionale iconografia della colomba. Le tre figure tematiche, nella loro unità, sono sempre ben presenti e potentemente individualizzate nel corso del brano che, con le sue 205 battute, è il più vasto del genere nella produzione bachiana.
Hans André Stamm, organo “Trost” di Waltershausen (1741)

Il simbolismo trinitario, già così presente e incombente nel Preludio, trova la sua compiuta esaltazione nella complessa polifonia a 5 voci della FUGA.
Si tratta naturalmente di una “fuga tripla”: il primo soggetto è quello del Padre, rappresentato da cinque note (due intervalli di “quarta” ascendente) la cui esposizione si dispiega in un clima luminoso e solenne. Il secondo è quello del Figlio, la cui immagine è suggerita da un percorso di crome per gradi congiunti, quasi un cammino verso la redenzione come avviene, ma in un clima più meditativo, nella linea del basso del celebre Corale ornato “Nun komm der Heiden Heiland” BWV 659 (Ora viene il salvatore dei pagani). Il tema dello Spirito Santo, col suo ritmo gioioso e scattante, ha fatto pensare alla rappresentazione di un battito d’ali… Nel procedere del brano si assiste al mirabile sviluppo di artifici polifonici che portano i tre temi a sovrapporsi, fino al grandioso “stretto” finale.
Un’analisi testuale più dettagliata ha portato alla scoperta di simbologie numeriche aventi sempre come perno il numero 3. Per esempio: il tema del Padre appare 27 volte (3X3X3), le tre parti della Fuga comprendono rispettivamente 36 (3X3X4), 45 (3X3X5), 36 (3X3X4) battute e via dicendo. Tali simmetrie interne non possono certamente essere colte dall’ascoltatore, ma si ripercuotono inevitabilmente sulla struttura architettonica generale del brano e sull’armonia delle sue proporzioni.
Ancora una volta l’arte di Bach si impone come un connubio indissolubile tra fede, scienza e intensità espressiva.
Hans André Stamm, organo “Trost” di Waltershausen (1741)

Piero

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One thought on “Bach – Due Preludi e Fughe (BWV 541 e BWV 552)

  1. Il tema della Fuga in Sol maggiore BWV 541 per organo viene ripreso nel coro della Cantata n.21 “Ich hatte viel Bekümmernis” (Avevo molta afflizione), ma in tonalità minore per sottolineare il carattere doloroso del testo (da 0 a 2′ 35″). Esegue: Amsterdam Baroque Orchestra, dir. Ton Koopman.

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