Schumann – Studi sinfonici per pianoforte op. 13

Schumann – Studi sinfonici per pianoforte op. 13
(Su un tema di Ignaz Ferdinand von Fricken)

Studi sinfonici: nella ricchezza e nella complessità dei colori, il pianoforte è come un’orchestra che fonde, sovrappone o mette in contrasto timbri diversi.
In quest’opera, pubblicata per la prima volta nel 1837 con il titolo “XII Studi Sinfonici”, il tema ha una funzione di coerenza con le varie idee musicali derivanti dalla sua, via via, libera trasformazione.
Gli Studi sinfonici per pianoforte che Robert Schumann compone nel 1834, sono strutturati sotto forma di variazioni sopra una melodia composta dal barone von Fricken, flautista, compositore dilettante e padre di Ernestine, a quel tempo sua fidanzata; il finale, invece, è costituito da variazioni sul tema tratto dalla romanza “Du stolzes England freue dich”, dell’opera “Der Templer und die Jüdin” di Heinrich Marschner.
La genesi di questa composizione appare alquanto tormentata.
In una prima stesura Schumann appone il titolo di “Variations pathétiques”, poi sostituito con “Fantaisies et Finale”, e benché il manoscritto sia pronto per essere stampato, non lo consegna all’editore. Nel 1836 riprende il tema, che era suddiviso in due parti, entrambe con ripetizione e ritornello, modificandolo nell’andamento tonale, eliminando cinque “Fantaisies” e componendo otto nuove variazioni; nel 1837, con dedica al pianista William Sterndale Bennett, il lavoro viene pubblicato come opera 13 con il nuovo titolo “Etüden im Orchestercarakter von Florestan und Eusebius”, subito cambiato in “Douze Études symphoniques”. Dopo tre lustri, nel 1852, Schumann rimaneggia ancora la partitura e ripubblica l’opera 13 con il titolo “Studi in forma di variazioni”; le modifiche riguardano alcune semplificazioni nella scrittura pianistica, piccoli aggiustamenti nel finale, eliminazione del terzo e del nono studio, ritenuti molto ardui.
Tuttavia, nel 1861, a distanza di cinque anni dalla morte di Schumann, il suocero Friedrich Wieck, con l’intento di attenuare le differenze tra le due precedenti, fa stampare una terza edizione con entrambi i titoli “XII Études Symphoniques” e “Études en forme de variations”; Johannes Brahms, infine, in una nuova edizione, reinserisce come “postume” le cinque “Fantaisies” che Schumann aveva eliminato nel 1835.

Alfred Brendel, pianoforte

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2 pensieri riguardo “Schumann – Studi sinfonici per pianoforte op. 13

  1. Complimenti per la scelta di questo magnifico video con un’interpretazione davvero magistrale e suggestiva.

  2. Depennato il commento di piero43 del 16/02/2014 perché riferito all’esecuzione di Lise De La Salle, non più disponibile.

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