Lucrezia Orsina Vizzana

Lucrezia Orsina Vizzana (1590 – 1662)

Molto spesso, nel Seicento, le ragazze di ricca famiglia venivano indirizzate verso la vita monastica dove, tra l’altro, ricevevano un’istruzione anche in ambito musicale. Nel chiuso dei monasteri si suonava e si componeva, sfidando anche la Chiesa che nei conventi aveva proibito l’uso degli strumenti musicali.
(Musica classica, solo uomini compositori?)

Lucrezia Orsina Vizzana, figlia di un nobile bolognese, rimasta orfana di madre nel 1598 viene affidata al convento di Santa Cristina alla Fondazza. Nella chiesa, costruita nel 1602 da Giulio della Torre, grazie alla sua conformazione architettonica i suoni si diffondono con stupefacente nitidezza acustica e proprio da questa caratteristica nasce il mito delle “suore musicanti”: nell’aula retrostante l’area absidale le suore cantavano protette da occhi indiscreti e la loro voce, attraverso due grate poste sopra l’altare maggiore, si propagava senza eco e senza rifrazioni fino all’ingresso. (Genus Bononiae: Chiesa di S. Cristina, la storia)

Il buon talento musicale di Lucrezia Vizzana viene alimentato dalla zia Camilla Bombacci, organista del convento; le consorelle, inoltre, assumono di nascosto un laico, Ottavio Vernizzi, per le lezioni di composizione. Molto probabilmente è lo stesso Vernizzi che nel 1623 dispone la pubblicazione a Venezia della sua raccolta “Componimenti musicali de Motetti concertati”; il fatto suscita molto scalpore in quanto pochissime donne, prima d’allora, avevano pubblicato musica, e per una monaca di clausura questo equivaleva a un sacrilegio.
La maggior parte di questi mottetti sono stati creati per i vari momenti liturgici e devozionali della vita conventuale, alcuni, però, alludono a conflitti interni al convento. Nel 1622, segnalazioni anonime fatte pervenire al Cardinale Arcivescovo Ludovico Ludovisi a Roma evidenziano rivalità e dissidi tra le monache, la cui causa è originata anche dall’attività musicale svolta nel monastero; c’è comunque forte malcontento nei confronti del vescovo, estremamente conservatore. Nel 1628, per decisione del Vaticano, non solo il convento viene chiuso ma alla Vizzana si appone il divieto di scrivere altra musica; di lei, infatti, non si conoscono altre opere.
Dei 20 mottetti della raccolta “Componimenti musicali”, tutti con accompagnamento continuo, una decina sono per voce solista, gli altri per due, tre o quattro voci; profondamente espressivi, rivelano una buona conoscenza della “seconda prattica”, come definita da Claudio Monteverdi.

“O, Magnum Mysterium”
Cristina Radu, soprano – Steffen Schlandt, organo – Stefan Neagoe, violoncello

“Vox tua” – “Protector noster”
Cappella Artemisia:
Monica Piccinini e Silvia Vajente, soprani – Elena Biscuola e Candace Smith, mezzo-soprani
Maria Christina Cleary, arpa barocca, Miranda Aureli, organo
Candace Smith, direttore

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...