Jeanne Demessieux

Articolo inviato da Piero

Jeanne Demessieux

JeanneDemessieux_StSulpice

Nel fertile e dinamico ambiente organistico francese del XX secolo, si distinse la figura di Jeanne Demessieux (1921-1968). Alle doti di eccezionale virtuosismo esecutivo ella unì quelle non certo frequenti di ispirata compositrice. A dodici anni era già organista nell’importante chiesa parigina di Saint-Esprit. Entrata nella classe d’organo del Conservatorio, fu allieva di Marcel Dupré (1886-1971) concertista, compositore e didatta famoso nel mondo, che formò un’intera generazione di grandi esecutori. La Demessieux ne uscì a vent’anni con tutti gli onori e con un solido bagaglio tecnico. La sua folgorante carriera la portò a suonare in tutta Europa e le trionfali tournées negli Stati Uniti la resero celebre, ammirata e seguita dal pubblico americano.
Accanto all’attività didattica, coltivò un notevole dono creativo che si espresse in una trentina di composizioni per organo e in numerose altre di varia destinazione vocale e strumentale. Il suo stile, in linea con quello del suo maestro Dupré ma anche influenzato dal linguaggio innovativo di Messiaen, trovò una propria via tra la musica pura, la descrittività visionaria e l’intento pedagogico. A questo proposito, i suoi “Six Études” sono considerati tra i più difficili del repertorio organistico.
Si spense a Parigi a soli 47 anni e i numerosi allievi ed estimatori continuano a tramandare l’opera e la memoria di quella che viene definita una “poetessa dell’organo”.

VENI SANCTE SPIRITUS (da “Sept Méditations sur le Saint-Esprit” / 1947)
Il brano si apre in un’atmosfera misteriosa e rarefatta cui segue una sorta di invocazione. Si alternano gradualmente episodi più movimentati. In un successivo crescendo di sonorità, viene prefigurata la luminosa apparizione dello Spirito. Con un repentino ritorno all’assorto stupore iniziale, la pagina termina sommessamente.
Stephen Tharp, organo “Cavaillé-Coll” St.Ouen de Rouen
(Le immagini sono quelle della chiesa parigina di Saint-Esprit dove la Demessieux fu organista per 29 anni)

TE DEUM OP. 11
Nel giubilo del ringraziamento e della lode, il brano inizia con una solenne fanfara. Segue un episodio basato su un insistente ostinato del pedale sul quale il discorso musicale si amplifica ritmicamente. Uno spunto melodico, alla maniera di canto fermo, dà adito a un gioioso crescendo che conduce alla gloriosa conclusione.
Maxime Patel, organo “Jann” della Basilika- Waldsassen (D)

NATIVITÉ OP. 4
Ecco un quadro musicale ispirato alla Natività, il cui pittoresco inizio chiama in causa melodie pastorali e vivaci timbri flautati. Il clima si movimenta gradualmente per sfociare in un prorompente giubilo. Col successivo ritorno all’immagine pastorale dell’inizio, il grazioso brano si conclude.
Maxime Patel, organo “Jann” della Basilika-Waldsassen (D)

LUMIÈRE
E’ il momento conclusivo delle “Sept Méditations”, nel quale viene musicalmente rappresentata la luce divina. Attraverso passaggi veloci e continui sui timbri più brillanti dell’organo, la compositrice ci offre un’affascinante fantasmagoria di luminosi effetti sonori.

Volendo riflettere sul linguaggio musicale della Demessieux, si noterà come i suoi agglomerati armonici, pur decisamente moderni, non cadano mai nella banalità improvvisatoria di certi compositori che ne fanno oggetto di provocazione fine a se stessa. Essi possiedono una controllata aderenza alle sollecitazioni espressive e sono spesso ravvivati da pertinenti e cangianti disegni ritmici. Caratteristico è anche l’uso di elementi ostinati e di spunti melodici frammentati ma suggestivi.
Aya Yoshida, organo “Siegfried-Sauer” St.Michael, Colonia (D)



Piero

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Un pensiero riguardo “Jeanne Demessieux

  1. Questo STUDIO SULLE OTTAVE, tratto dai “Six Études” della Demessieux, è una dimostrazione di virtuosismo e di slancio creativo. Esegue Paul Jacobs all’organo “Mander” di St.Ignatius Loyola / New York City.

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