François-Joseph Gossec

François-Joseph Gossec (1734 – 1829)

François-Joseph Gossec, compositore di origine vallone attivo in Francia tra l’Ancien Régime, la Rivoluzione e la Restaurazione, è un valente musicista che nei diversi ambiti in cui si è proposto trova sempre un “Genio” che lo adombra. Così nella Sinfonia viene eclissato da Haydn, come compositore di musica sacra, nonostante la buona popolarità della sua “Messe des Morts”, viene superato da Mozart, e nel teatro è completamente oscurato da Grétry e Gluck. Alla Rivoluzione Francese aderisce con entusiasmo; nel 1792 compone “L’Offrande à la Liberté” che include una celebre orchestrazione della Marsigliese.
François-Joseph Gossec nasce a Vergnies, villaggio della provincia di Hainaut; da bambino studia musica a Walcourt e a Maubeuge, poi presso la cattedrale di Nôtre Dame ad Anversa, allievo di André-Joseph Blavier. Nel 1751, a Parigi, con l’aiuto di Jean-Philippe Rameau, viene assunto come violinista e direttore musicale da Alexandre Le Riche de La Pouplinière, amministratore del Re, mecenate e uno degli uomini più ricchi di Francia. Gossec entra in contatto con Johann Stamitz e in questo periodo inizia a pubblicare le sue prime opere, tra cui la Terza Grande Sinfonia e la Sesta Sinfonia per grande orchestra. Il pubblico apprezza i suoi lavori e con la pubblicazione dei sei quartetti per archi nel 1759, Gossec si afferma definitivamente. Da questo momento resta legato alla famiglia del principe di Condé, dove trova incoraggiamento e sostegno nel cimentarsi negli ambiti del teatro e della musica sacra. Nel 1760 debutta con un “Requiem” della durata di oltre 90 minuti, diventato famoso immendiatamente ed apprezzato anche da Mozart durante la sua permanenza a Parigi nel 1778. Nel 1770 istituisce il “Concert des Amateurs” e nel 1773 riorganizza il “Concert Spirituel” insieme a Simon Leduc e Pierre Gaviniès; nel 1775 diventa “Maître de musique” all’Opéra. Nel 1773 aveva presentato a Versailles la sua prima opera, Sabino; nel 1779 compone gli “Sciti incatenati”, un balletto per l’Ifigenia in Tauride di Gluck.
François-Joseph Gossec, come altri artisti di quel tempo, è parte attiva nel movimento rivoluzionario. A lui si devono una quarantina tra inni e marce, e due opere teatrali. Nel 1792 fonda una libera scuola di musica, trasformata l’anno seguente nell’Istituto Nazionale di Musica; collabora con le “Magasin de Musique à l’usage des Fêtes Nationales”, creato nel 1794. “L’Offrande à la Liberté” è la combinazione di due canzoni rivoluzionarie, “Assicuriamo la salvezza dell’impero”, testi di Adrian Simon e musica di Boy Dalayrac, e della “Marseillaise”; altre composizioni per le celebrazioni del nuovo regime sono la cantata “Le Chant du 14 juillet” e il divertissement lyrique “Le triomphe de la République”, ambedue su testi di Marie-Joseph Chénier.
Tuttavia, a causa del coinvolgimento con il regime rivoluzionario ed anche per il mutare dei gusti agli inizi del nuovo secolo, François Gossec si trova sempre più isolato e nel 1816, quando Luigi XVIII chiude il Conservatorio, si ritira definitivamente a vita privata nella sua casa a Passy.
La sua ultima composizione significativa è del 1813, la “Dernière messe des vivants”.

Pie Jesu Domine, dona eis requiem. Amen (Grande Messe des Morts)
Roberta Invernizzi, Maite Arruabarrena, Howard Crook, Claude Darbellay
Gruppo Vocale Cantemus, Coro della Radio Svizzera, Orchestra della Svizzera Italiana
dir. Diego Fasolis

Sinfonia in re magg. Op.5 n.5 “Pastorella”
Tafelmusik Orchestra, dir. Jeanne Lamon
(Allegro – Adagio)

(Minuetto e Trio – Allegro)

L’Offrande à la Liberté
Fausto Tenzi, tenore
Dennis Hall, baritono
Coro e Orchestra della Radio Televisione della Svizzera Italiana
Herbert Handt, direttore

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