Organi Storici – Neresheim (D)

Articolo inviato da Piero

Organi Storici – Neresheim (D)

Particolare del prospetto
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Il piccolo e tranquillo paese di Neresheim, fra i boschi e le colline dell’Alta Svevia, è dominato dalla mole dell’abbazia benedettina premonstratense. La chiesa fu progettata nel 1745 dal celebre architetto della corte vescovile di Würzburg, Balthasar Neumann. Egli vi realizzò uno dei vertici dell’architettura tardo barocca d’oltralpe. Vi concorse il pittore Martin Knoller per i grandiosi affreschi in prospettiva delle sette cupole. Cinquanta finestre inondano di luce chiara il vasto complesso. Terminato solo nel 1792, l’edificio risentì, negli altari e negli arredi interni, del severo gusto neoclassico che però non ne turba più di tanto l’unità stilistica.
A costruire il grande organo fu chiamato Johann Nepomuk Holzhey (1741-1809), uno dei massimi esponenti, insieme a Joseph Gabler e a Karl Joseph Riepp, dell’organaria tedesca meridionale del tempo. Attivo in varie e prestigiose sedi con strumenti di notevoli dimensioni, egli affermò uno stile di transizione fra il barocco e il pre-romanticismo. La persistente ricchezza e maestà del “plenum”, è bilanciata da numerosi e raffinati registri di colore nell’incipiente ricerca della sfumatura timbrica e di un accentuato contrasto dinamico. Quello di Neresheim è il suo capolavoro, con 3 manuali, pedale, 49 registri e 3.553 canne. Lo strumento è costruito in modo assai originale intorno alle sei grandi e luminose vetrate della facciata della chiesa, ma tende quasi a dissimulare la sua presenza attraverso la linearità neoclassica delle forme e l’assenza di eccessivi elementi ornamentali e di dorature. In sostanza i grandi corpi d’organo verticali e orizzontali seguono l’andamento delle strutture divisorie delle vetrate. Il risultato estetico del prospetto è di una monumentale sobrietà. La balaustra della cantoria disegna invece elegantissime e sinuose volute, secondo l’originale concezione barocca di Neumann. L’impianto meccanico dello strumento è assai complesso, dato che la consolle che lo comanda si trova al centro della vasta cantoria, distaccata dall’organo e rivolta verso la navata sottostante. In tal modo l’organista ha una completa visione dell’altare maggiore, sia pure a grande distanza. Il risultato sonoro è imponente, inserito com’è in un’acustica ambientale molto risonante, ma che conserva una straordinaria chiarezza di ascolto in ogni parte della chiesa.
Terminato nel 1797, l’organo ebbe a correre gravi rischi di sopravvivenza durante la secolarizzazione napoleonica dell’abbazia avvenuta nel 1803. Si salvò solo per l’astuzia dei bravi monaci che, in presenza di una settantina di alti ufficiali francesi occupanti in consiglio di guerra, fecero suonare all’organista inni rivoluzionari e patriottici che furono molto apprezzati… A tale provvidenziale idea dobbiamo la conservazione di questo monumento musicale, fino al suo scrupoloso restauro avvenuto nel 1979 da parte della Ditta Kuhn di Männedorf (CH). Oggi intorno allo strumento si svolge un’intensa vita liturgica e concertistica, per non parlare dell’accoglienza riservata a studiosi e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Ma non basta. Attualmente l’abbazia possiede ben quattro organi e perfino un piccolo e grazioso strumento costruito interamente con canne di cartone nel 1966 da Pater Hugo Weihermüller, decano del convento. A Neresheim vige insomma un vero culto per l’arte organaria e organistica.

Breve visita a Neresheim.

Johann Ludwig Krebs – Preludio e Fuga in re magg.
Gerhard Weinberger, organista

Johann Ludwig Krebs – Fantasia a gusto italiano
Anton Guggemos, organista

 

Piero

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3 pensieri riguardo “Organi Storici – Neresheim (D)

  1. Simpatica l’idea di accompagnare la visita alla chiesa abbaziale con una canzone di Fabrizio De André :)
    Scherzi a parte, a Neresheim è legata anche la genesi di una delle più antiche raccolte di musica organistica, detta appunto Intavolatura di Neresheim (Neresheimer Orgelbuch), compilata intorno al 1600, quindi molto tempo prima che l’organo di Holzhey fosse costruito: a riprova del fatto che «a Neresheim vige un vero culto per l’arte organaria e organistica».

  2. Grazie Claudio ! La mia pressochè nulla cultura musicale in campo extra-classico mi ha impedito di ravvisare le assonanze tra De André e Telemann presenti nella colonna sonora del primo video… :-) Tornando all’organaro Holzhey, segnalo le chiese che ospitano altre sue grandi opere superstiti: Weißenau, Obermarchtal, Rot an der Rot, Ursberg e Schießen. Tutti questi organi sono stati perfettamente restaurati. Un viaggio da quelle parti consente anche di ammirare i magnifici edifici sacri che li ospitano, tutti nello stile barocco o del primo classicismo.
    Sul “Neresheimer Orgelbuch”, da te giustamente ricordato, rimando al prossimo commento.

  3. NERESHEIMER ORGELBUCH. Si tratta di una preziosa fonte manoscritta di musiche per strumenti a tastiera redatta nel monastero benedettino di Neresheim: “In Usum f.f. Neresheimensium 1661 / Anno 1682 finitum” che ora si trova nella Biblioteca di Stato di Monaco di Baviera. Il manoscritto raccoglie 174 brani di compositori italiani e di area sud-tedesca, fra i quali Frescobaldi, Erbach e Kerll, oltre a numerosi anonimi. I brani sono raggruppati secondo gli otto modi ecclesiastici e sono notati in “intavolatura d’organo italiana”, cioè su due pentagrammi.

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