Girolamo Frescobaldi – Fiori Musicali

Articolo inviato da Piero

Girolamo Frescobaldi – Fiori Musicali

Girolamo Frescobaldi (Ferrara 1583 – Roma 1643) è considerato il massimo esponente della musica per strumenti a tastiera del suo tempo. Dal 1608 al 1635 egli pubblicò sette raccolte di musiche che toccavano un po’ tutte le forme libere e polifoniche destinate all’organo e al cembalo. In primo luogo la TOCCATA, forma libera con funzioni introduttive e virtuosistiche nella quale si esprime tutta la singolarità del suo stile compositivo ed esecutivo. L’introduzione “Al lettore” del Primo libro di Toccate e Partite (1615) recita così: “Primieramente: che non dee questo modo di sonare stare soggetto a battuta, come veggiamo usarsi nei Madrigali moderni, i quali quantunque difficili si agevolano per mezzo della battuta portandola hor languida, hor veloce, e sostenendola etiandio in aria secondo i loro affetti, o senso delle parole.” Tale documento, fra i più importanti sull’esecuzione della musica antica, prosegue con indicazioni chiare e dettagliate. La musica tastieristica si dichiara qui veicolo di “affetti” e di varietà espressiva, al di là di schemi formali o meramente virtuosistici. Ecco un esempio tratto dal Secondo libro (1627).

Toccata V “per l’organo sopra i pedali, e senza”
Alfonso Fedi, organo Cattedrale di Arezzo (Luca da Cortona / 1534-36)


Frescobaldi è inoltre maestro di tutte le forme polifoniche, in primo luogo il RICERCARE (che evolverà in seguito nella Fuga) del quale egli fornisce la sintesi più matura e dotta di quanto realizzato dagli inizi del ‘500. Poi la CANZONE, la FANTASIA, e il CAPRICCIO, nei quali l’elaborazione tematica raggiunge vertici di sapienza costruttiva. Nelle PARTITE, cicli di variazioni su bassi di motivi popolari, si esprime poi un’accesa e inesauribile fantasia applicata al repertorio profano.
In un’opera della maturità a destinazione liturgica, Frescobaldi raccoglie e sublima tutte le suddette forme. Si tratta dei “Fiori musicali di diverse compositioni, toccate, kirie, canzoni capricci, e ricercari in partitura a quattro utili per sonatori.” L’uso della partitura nella musica tastieristica, anzichè dei due consueti pentagrammi, era abbastanza raro e forse motivato dalla possibilità di eseguirne brani “con ogni sorta di strumenti”. Tale sistema offre inoltre all’esecutore una più chiara possibilità di analisi musicale, cosa che l’autore raccomanda nella sua introduzione. All’epoca della pubblicazione (1635) Frescobaldi ricopriva la prestigiosa ed acclamata carica di organista nella Basilica di San Pietro in Roma.
L’opera comprende composizioni organistiche per tre messe della liturgia cattolica secondo le norme del “Cerimoniale episcoporum” emesso nel 1600 da Papa Clemente VIII: Messa della domenica (Orbis factor) – Messa degli Apostoli (Cunctipotens Genitor Deus) – Messa della Madonna (Cum jubilo). Ciascuna messa inizia solennemente con una Toccata breve ma di intensa espressione. Seguono Kyrie e Christe con numerosi brevi “versetti” da eseguire in alternanza col canto gregoriano, secondo l’antica pratica detta “alternatim”. I brani successivi, tutti destinati all’organo solo, consistono in: Canzona dopo l’Epistola, Ricercare dopo il Credo (offertorio), Toccata per l’Elevazione, Canzona per il postcommunio. Nelle Toccate per l’Elevazione, momento culminante dell’azione liturgica, Frescobaldi raggiunge vertici di intenso misticismo. I Ricercari inseriti nel “Fiori musicali” sono quanto di più vario e complesso l’autore abbia prodotto. Le Canzoni portano invece una nota di gioiosa leggiadria. A conclusione figurano due cicli di variazioni su ben note melodie popolari: la “Bergamasca” (vedi articolo La Bergamasca) e il “Capriccio sopra la Girolmeta”, in realtà Girometta, ma Frescobaldi la intitola così per assonanza col suo nome Girolamo, una sorta di ironica firma conclusiva… Non è chiaro quale funzione dovessero avere tali aggiunte profane. Non era infrequente tuttavia che, al termine di importanti edizioni a stampa, venissero introdotti brani piacevoli e popolari, forse a scopo promozionale. In questo caso però la Bergamasca (“chi questa Bergamasca sonarà, non pocho imparerà”) è un capolavoro di valore musicale e didattico.
I “Fiori musicali” ebbero una diffusione in tutta Europa, divenendo il modello per raccolte similari. Basti pensare che lo stesso Johann Sebastian Bach nel 1714 li copiò integralmente di propria mano e gli influssi indiretti dell’opera frescobaldiana sono riscontrabili in sue composizioni per organo: Canzona in Re minore BWV 588, Allabreve in Re maggiore BWV 589 e addirittura nei Kyrie della Clavierübung III parte. Inoltre si può ricordare che “L’Arte della Fuga” è scritta in partitura come i “Fiori” di Frescobaldi, pur essendo eseguibile quasi integralmente su uno strumento a tastiera.
Ecco alcuni esempi tratti dalla Messa della Domenica e, per finire, la Bergamasca. Tutti gli antichi organi usati nei video che commentano il presente articolo sono accordati secondo il “temperamento mesotonico”, in uso ai tempi di Frescobaldi.

Messa della Domenica – Messa Delli Apostoli – Messa Della Madonna
Roberto Loreggian, organo
Fabiano Ruin, tromba barocca
Schola Gregoriana “Scriptoria”, dir. Dom Nicola M. Bellinazzo

Bergamasca
Simone Stella, organo SS.Annunziata in Firenze (Lorenzo da Lucca / 1521)

Piero

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