Schubert – Quartetto per archi n. 15

Franz Schubert – Quartetto per archi n. 15 in sol magg. Op. 161

Ultimo dei quartetti di Schubert, il Quartetto per archi n. 15 viene composto in breve tempo nel mese di giugno 1826; la sua prima esecuzione pubblica, vivente l’autore, riguarda soltanto il primo movimento, presentato dal Quartetto Schuppanzigh il 26 marzo 1828 al Musikverein di Vienna durante un concerto a lui dedicato. L’esecuzione integrale e la pubblicazione avverranno soltanto dopo più di vent’anni dalla morte di Schubert, rispettivamente nel 1850 e nel 1851.
In questa composizione il violoncello ha un ruolo guida, predominante; sin dalle prime battute si avverte una sensazione d’impazienza, di nervosismo, derivante dai continui cambi di ritmo, i frequenti passaggi in “tremolo”, poi, ne evidenziano l’atmosfera drammatica.

I Movimento – Allegro molto moderato
La cellula ritmica di base all’introduzione è segnata dall’aspro passaggio dall’accordo di sol maggiore a quello di sol minore in fortissimo; il tema principale che ne deriva, dopo l’esposizione del violino, è subito ripreso dal violoncello che lo espande sullo sfondo di vivaci increspature in pianissimo”. Dopo un accordo in fortissimo, appare una seconda idea tematica, molto cantabile. Segue un serrato dialogo tra gli strumenti, poi il movimento volge alla fine con presentando ancora la scabra opposizione maggiore-minore dell’accordo iniziale.
II Movimento – Andante un poco mosso
L’iniziale frase cantabile del violoncello prefigura un’atmosfera pacata, di quiete che ben presto, però, è contrastata dagli interventi conflittuali della viola e dei violini. Alla semplice melodia del violoncello, scambiata in forma di canone con il primo violino, si oppone un secondo tema dai movimenti veloci e scattanti, di forte intensità drammatica.
III Movimento – Scherzo: Allegro vivace, Trio: Allegretto
Lo scherzo si sviluppa dalla stessa cellula ritmica di apertura. Tremoli, note ribattute, ripetizioni, creano un’atmosfera angosciata poi stemperata nel Trio, la cui ampia melodia si svolge con l’andamento ondeggiante e festoso di una danza popolare.
IV Movimento – Allegro assai
Non mancano gli elementi dinamici e le alternanze conflittuali precedenti. Il tema si sviluppa a ritmo di tarantella con variazioni continue nel ritmo e nella melodia finché non sopraggiunge il finale in una vorticosa progressione dinamica.

Kodály Quartet:
Attila Falvay, I violino
Tamás Szabó, II violino
János Fejérvári, viola
György Eder, violoncello
(Allegro molto moderato, Andante un poco moto 14:47, Scherzo – Allegro vivace – Trio – Allegretto 27:54, Allegro assai 34:57)

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