Pietro Gnocchi

Pietro Gnocchi (1689 – 1775)

Poliedrica figura di musicista e intellettuale, maestro di cappella e organista del Duomo di Brescia, Pietro Gnocchi è ricordato per la sua abbondante produzione musicale e letteraria; sono invece poche le fonti biografiche che lo riguardano, probabilmente a motivo della sua naturale riservatezza e della sua intensa attività artistica ed ecclesiastica.
Pietro Gnocchi, nato ad Alfianello, dopo una prima formazione a cura dello zio Giuseppe Gnocchi, sacerdote della parrocchia, si trasfersce a Brescia dove completa gli studi filosofici e teologici e viene ordinato sacerdote.
Negli anni 1712 e 1713 fa parte come corista della cappella del duomo di Brescia, poi si reca a Venezia per studiare armonia e contrappunto presso la cappella di San Marco, probabilmente sotto la guida di Antonio Biffi. Viaggia in Ungheria, soggiorna a Vienna e a Monaco di Baviera, avendo così l’opportunità di frequentare importanti accademie musicali. Ritornato a Brescia, dove nel 1723 viene nominato maestro di cappella della Cattedrale, Pietro Gnocchi si dedica con intensità ad attività accademiche, musicali, ed attende ai suoi doveri di ministro del culto presso la chiesa di San Giorgio; istituisce anche una “Scuola di Suono e di Canto” frequentata da numerosi allievi, tra cui G. Tira, N. Caretta, P. Pellegrini, G. Piossi e D. Trevisan.
Tra i suoi interessi figurano anche la storia e geografia, per questo in alcune sue composizione appaiono titoli alquanto eccentrici, come un Magnificat “Il Capo di Buona Speranza” e alcune Messe recanti il nome “Europa”, “America”, “Africa”, e “Asia”.
Stilisticamente, Pietro Gnocchi è influenzato dalla Scuola Veneziana e, soprattutto nella musica sacra, fa largo uso della tecnica dei “cori spezzati”.
La sua copiosa produzione di musica sacra è affiancata da alcune composizioni profane, vocali e strumentali. Poche delle sue opere sono state pubblicate: nel 1740, le “Messe concertate, a quattro voci, con il basso per l’organo, e violini se piace”, e nel 1750, il frontespizio con dedica dei “Salmi brevi per tutto l’anno a otto voci pieni con violini a beneplacito”. Tra le composizioni sacre, a cappella o con accompagnamento strumentale, troviamo circa 60 Messe, da 4 fino a 8 voci, vari Requiem, 6 raccolte di Vespri, non meno di 12 Magnificat, e tante altre composizioni per i vari periodi dell’anno liturgico. Della produzione strumentale fanno parte 14 Sonate per due violini e clavicembalo, e due raccolte di 6 Concerti per 4 violini, di cui una è incompleta; è assai dubbia l’attribuzione di alcune “Arie buffe per canto di gruppo”.
Quasi tutti i suoi manoscritti sono conservati a Brescia, negli archivi del Duomo, del Santuario della Madonna delle Grazie, nella Biblioteca del Seminario vescovile e in quella del Conservatorio di Musica “Luca Marenzio”.

Sonata a tre n. 9 in mi min.
Ensemble Brixia Musicalis


Sonata a tre n. 12 in do min.
Ensemble Brixia Musicalis

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