Schumann: Requiem per Mignon

Robert Schumann: Requiem per Mignon op. 98/b, per soli, coro e orchestra
(da L’Apprendistato di Wilhelm Meister, libro VIII, capitolo 8, di Wolfgang Goethe)[*]
[*] qui in inglese

Fortemente ispirato dalla lettura del Wilhelm Meister di Goethe, Robert Schumann compone il Requiem per Mignon nel 1849 a Dresda, in occasione delle solenni celebrazioni per il centenario della nascita del grande letterato tedesco.
Incentrato sul passo tratto dal libro VIII capitolo 8, che racconta il momento delle esequie per Mignon, è un lavoro più secolare che religioso; Schumann non intende proporre una meditazione sulla morte, sull’aldilà, ma vuole offrire un conforto ai vivi, ponendo l’accento sulla condivisione  del cordoglio piuttosto che sulla paura della morte e l’idea severa del giudizio.
Il compositore reinterpreta liberamente, scostandosi da Goethe, proprio le indicazioni più strettamente musicali del testo. Goethe parla di quattro fanciulli, Schumann non vincola la parte alle voci bianche, si limita a prescrivere due soprani e due contralti, molto probabilmente perché non era sempre facile reperire bambini capaci di eseguire parti di una certa difficoltà. Goethe fa riferimento a due cori invisibili, ignorati invece da Schumann, perché irrealizzabili in un lavoro destinato alla sala da concerto, e accorpati in un unico coro dove accentua la diretta contrapposizione soli-tutti. Nella conclusione Goethe aveva previsto che i quattro fanciulli si allontanassero dal luogo delle esequie simboleggiando così il loro ritorno alla vita, Schumann invece sceglie di fondere i quattro solisti con il coro e, alle ultime battute, i solisti smettono di cantare perché cessa il loro dualismo rispetto alla collettività.
Il Requiem per Mignon si articola in sei sezioni, differenziate nei tempi, nella tonalità e nei tratti espressivi, che si susseguono senza alcuna interruzione.
L’inizio ha andamento lento e solenne: la salma della giovane viene trasferita in una sala, accolta da un mesto coro.
La seconda sezione, in tempo un poco più mosso, è caratterizzata dal lamento breve e pensoso del soprano, poi del contralto.
Nella terza parte il coro esalta la bellezza delle possenti ali e la levità della candida veste, mentre i solisti esprimono rammarico perché le ali non la sollevano e impediscono il libero ondeggiare della veste.
Anche la quarta sezione, solenne, è strutturata sul dialogo tra i solisti, che raffigurano le sconsolate compagne di gioco di Mignon, e il coro, che sprona a tener viva la forza creatrice che solleva in alto, oltre le stelle.
La quinta sezione, più animata, è un’incitazione sempre più decisa al “ritorno alla vita”, riaffermata poi nella parte finale del Requiem, il cui marcato corale in tempo vivace sottolinea l’avvento dell’amore celeste.

Soprani: Edith Mathis, Christa Lehnert
Contralti: Maura Moureia, Margarete Witte-Waldbauer
Basso: Robert Titze
Orchestra e Coro del Conservatorio di Innsbruck, dir. Robert Wagner

Coro - Soprano - Contralto
Wen bringt ihr uns zur stillen Gesellschaft?
Einen müden Gespielen bringen wir euch;
Lasst ihn unter euch ruh'n bis das Jauchzen
himmlischer Geschwister ihn der einst wieder aufweckt!
Erstling der Jugend in unserm Kreise,
Sie willkommen! mit Trauer willkommen!
Dir folge kein Knabe, kein Mädchen nach!
Nur das Alter nahe sich willig und gelassen
Der stillen Halle, und in ernster Gesellschaft ruhe das liebe,
liebe Kind, das liebe Kind!

Soprano - Contralto
Ach! wie ungern brachten wir ihn her!
Ach! und er soll hier bleiben!
Lasst uns auch bleiben,
lasst uns weinen an seinem Sarge!
Ach! wie ungern brachten wir ihn her!

Coro
Seht die mächtigen Flügel doch an!
Seht das leichte, reine Gewand !
Wie blinkt die gold'ne Binde vom Haupt!
Seht die schöne, würdige Ruh'!
Seht das reine Gewand!

Soprano
Ach ! die Flügel heben sie nicht;
im leichten Spiele flattert es nicht mehr!

Soprano I & II
Als wir mit Rosen kränzten ihr Haupt,
blickte sie hold und freundlich nach uns,
blickte sie hold und freundlich nach uns!
Ach ! die Flügel heben sie nicht!

Coro
Seht die mächtigen Flügel doch an!
Schaut mit den Augen des Geistes hin an!

Coro
In euch lebe die bildende Kraft,
Die, das Schönste, das Höchste,
hinauf über die Sterne das Leben trägt.
Schaut hin an!
mit den Augen des Geistes hin an!

Soprano I & II
Aber ach! wir vermissen sie hier,
In den Gärten wandelt sie nicht;
sammelt der Wiese Blumen nicht mehr.
Lasst uns weinen, wir lassen sie hier!

Basso
Kinder, kehret in's Leben zurück!
Eure Tränen trockne die frische Luft,
Die um das schlängelnde Wasser spielt.
Entflieht der Nacht!
Tag und Lust und Dauer ist der Lebendigen Los!

Coro
Auf, wir kehren in's Leben zurück!
Gebe der Tag uns Arbeit und Lust,
Bis der Abend uns Ruhe bringt
Und der Schlaf uns erquickt.

Coro
Kinder! Eilet in's Leben hin an!
In der Schönheit reinem Gewande
Begegne euch die Liebe mit himmlischen Blick
Und dem Kranz der Unsterblichkeit!
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