Francesco Paolo Tosti

Francesco Paolo Tosti (1846 – 1916)

Compositore, cantante e direttore d’orchestra, maestro di canto alle corti d’Italia e di Gran Bretagna, Francesco Paolo Tosti è una figura di primo piano nel panorama musicale del XIX secolo, tanto da essere definito il “principe della melodia all’italiana”. Sono celebri le sue “romanze da salotto”, molte di esse composte su testi di Gabriele D’Annunzio; melodie sentimentali, raffinate nel gusto, ricche di struggente passionalità, eseguite dai più grandi cantanti del tempo. Una delle sue opere più conosciute, Marechiare, dedicata all’antico borgo di pescatori, versi di Salvatore Di Giacomo, potrebbe derivare dalla rielaborazione di un motivo che Tosti aveva ascoltato da un musicista ambulante.
Nato a Ortona, Francesco Paolo Tosti riceve una prima formazione musicale a cura di Gaetano Paolini, violinista e maestro di cappella del Duomo, che riconosciute le doti del suo allievo, gli fa ottenere una borsa di studio presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove, sotto la guida di Carlo Costa e Saverio Mercadante, si diploma nel 1866 in violino e in composizione.
Dopo le prime esperienze fatte in provincia come allestitore di opere liriche, Tosti si trasferisce a Roma affermandosi come tenore; molto conosciuto e ricercato negli ambienti mondani, viene assunto come maestro di canto dalla principessa Margherita di Savoia, la futura regina d’Italia. Nel 1870 si trasferisce a Londra dove ottiene grande successo con le sue composizioni. L’aristocrazia londinese gli affida l’organizzazione di serate e intrattenimenti musicali, insegna nelle più importanti istituzioni scolastiche, la Royal Academy of Music e il Royal College of Music, e nel 1880, anche grazie al supporto influente del celebre violoncellista Gaetano Braga, suo corregionale, ottiene l’incarico di maestro di canto e organizzatore dei concerti alla corte della regina Vittoria. Prosegue in queste sue mansioni anche sotto il regno di Edoardo VII, che nel 1905 gli concede la cittadinanza inglese e nel 1908 lo nomina baronetto. Pur intensificando i suoi impegni in Inghilterra, tra cui la collaborazione con gli editori Chappell ed Enoch e con il grande soprano Nelle Melba, alla quale dedica molte romanze su testo inglese, Tosti mantiene i legami con l’Italia, con l’editore Ricordi e con Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo. Ritornato in Italia nel 1912, Francesco Paolo Tosti si spegne il 2 dicembre 1916 a Roma in un appartamento all’Hotel Excelsior. Al suo funerale, celebrato in pompa magna nonostante la guerra, partecipano i più alti esponenti dell’aristocrazia, della politica, della musica, dell’arte e della scienza.
Francesco Paolo Tosti lascia oltre 500 brani scritti in italiano, francese e inglese e napoletano; oltre ad insegnare il modo di educare la voce, fa capire che la musica popolare può costituire l’ideale fonte di ispirazione con l’ausilio non di scritori improvvisati, ma di veri poeti e uomini di cultura. Secondo il musicologo Francesco Sanvitale, Tosti ha il grande merito di aver liberato dall’ipoteca operistica la romanza italiana, donandole autonomia e originalità.

Renato Bruson: L´Ultima Canzone

Luciano Pavarotti: Ideale

Marechiare
Ettore Bastianini, baritono
Philharmonia Orchestra, dir. Hiroyuki Iwaki

Carmela Remigio: Malìa

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