Johann Rudolph Ahle

Johann Rudolph Ahle (1625 – 1673)

Compositore tedesco, organista, Johann Rudolph Ahle è conosciuto particolarmente per la copiosa produzione di musica sacra, soprattutto corali, alcuni tuttora in uso nella Chiesa luterana; lascia anche alcune opere didattiche.
Johann Rudolph Ahle nasce Mühlhausen, Turingia; si hanno poche notizie sulla sua formazione musicale. Dopo i primi studi nella sua città natale e a Göttingen, tra il 1645 e il 1649 frequenta l’Università di Erfurt, dove, dal 1646, è attivo come Kantor presso la chiesa di Sant’Andrea e si afferma anche come abile organista. Ritornato a Mühlhausen, nel 1654 ottiene l’incarico di organista della Chiesa di San Biagio, posizione poi occupata da suo figlio Johann Georg. Nel 1656 viene stato nominato membro del Senato e nel 1661 borgomastro di Mühlhausen.
Nel 1648 Johann Rudolph Ahle pubblica “Compendium pro tonellis”, un trattato teorico sul canto corale, più volte ristampato, la cui l’ultima edizione appare nel 1704; un altro trattato di canto, destinato ai bambini delle scuole di Mühlhausen, è stato poi ripubblicato in un’edizione più ampia da Johann Georg Ahle.
Fatta eccezione per una raccolta di danze pubblicata nel 1650, tutta la musica di Ahle è costituita da opere vocali sacre, interessanti perché riflettono le caratteristiche tipiche della musica scritta per la Chiesa Protestante dalla generazione immediatamente precedente Johann Sebastian Bach.
Lo stile di Johann Rudolph Ahle unisce forme della musica tedesca ed innovazioni italiane provenienti da compositori quali Gabrieli e Monteverdi; spesso enfatizza la tecnica del concerto vocale facendo ricorso a più voci soliste, anche fino a 24, come in qualche brano della raccolta “Neu gepflanzter Thüringischer Lustgarten” pubblicata nel 1665. Nel suo grande corpus di canti sacri a una o più voci i testi provengono dalla Bibbia, da noti poeti ed anche da lui stesso; le melodie corali non sono pensate per il solo canto congregazionale, ma possono essere eseguite anche da voce solista con accompagnamento strumentale. Molti di questi brani sono stati inseriti nell’innario di Mühlhausen del XVIII secolo e almeno tre di essi ancora oggi fanno parte della liturgia protestante: “Morgenglanz der Ewigkeit”, i noti “Liebster Jesu, wir sind hier” e “Es ist genug”, quest’ultimo anche utilizzato da Bach come finale della Cantata “Es ist genug” O Ewigkeit, du Donnerwort”, BWV 60.

Jesu dulcis memoria
Henri Ledroit, controtenore
Ricercar Consort

Merk auf mein Herz

Corale “Vater unser im Himmelreich”
Frédéric Zapata, organo Wenner 1867 Chiesa di San Ferdinando a Bordeaux

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