Amy Beach

Amy Beach (1867 – 1944)

Musicista tra le più rappresentative della sua generazione, famosa negli Stati Uniti e molto conosciuta in Europa, Amy Beach è la prima donna americana a comporre una sinfonia. Spirito profondamente romantico, si distingue per la grande creatività melodica; lascia circa trecento opere, tra cui la “Gaelic Symphony”, una delle sue composizioni più imponenti ed emozionanti.
Amy Marcy Cheney, enfant prodige, già all’età di due anni manifesta uno spiccato senso musicale; a quattro anni suona al pianoforte melodie ascoltate soltanto una volta, compone semplici brani. Studia pianoforte con la madre e all’età di sette anni inizia ad esibirsi in pubblico suonando Chopin, Beethoven e proprie composizioni. Nel 1875, quando la sua famiglia si trasferisce a Boston, Amy Cheney prende lezioni di pianoforte da Ernst Perabo e Carl Baermann, poi per un anno studia armonia e contrappunto al Wellesley College. Nel 1883 debutta come solista in un concerto con la Boston Symphony Orchestra. Ligi alle convenzioni sociali del tempo, i genitori non le consentono di intraprendere una carriera musicale da professionista.
Nel 1885 sposa un eminente chirugo di Boston, il dottor Henry Harris Aubrey Beach, di venticinque anni più anziano, e così Amy passa dall’autorità genitoriale a quella maritale: può esibirsi in concerto soltanto una volta l’anno, tuttavia è sollecitata a dedicarsi alla composizione e pubblicare le sue opere che appaiono con la sigla H.H.A. Beach.
Rimasta vedova nel 1910, riprende la sua carriera di pianista e con il nome di Amy Beach effettua una lunga tournée in Europa; ritorna a Boston nel 1914, accolta trionfalmente.
Romance, Op. 23
Lee-Chin Siow, violino
Albert Tiu, pianoforte

Gaelic Symphony in mi min., Op. 32
Composta tra il 1894 e il 1896, in qualche modo influenzata dalla Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák, l’opera si basa su alcune melodie popolari irlandesi; la prima esecuzione, 30 ottobre 1896, è a cura dell’Orchestra Sinfonica di Boston diretta da Emil Paur, dedicatario dell’opera.
I movimento – Allegro moderato
Movimento in forma sonata con due temi tratti dalla propria canzone Dark is the Night del 1892; il primo ha un andamento di marcia, il secondo è più lirico. Appare un terzo tema proveniente dalla giga irlandese Connor O’Reilly di Clounish. La sezione di sviluppo utilizza i primi due temi; la ricapitolazione, introdotta dal clarinetto solista, ripropone i tre temi che vengono riassunti nella coda finale.
II movimento – Alla siciliana: Allegro vivace, Andante
Inizio affidato all’oboe che esegue una melodia irlandese leggermente altalenante, più ritmata in alcuni episodi; dopo il secondo andante, lo scherzo iniziale chiude il movimento.
III movimento – Lento con Molta Espressione
Come il primo movimento, anche questo è in forma sonata e utilizza due canzoni irlandesi. Il primo tema è interpretato da violoncello e violino, il secondo da ottoni e orchestra; entrambi presentano un lungo sviluppo. La conclusione è affidata al clarinetto basso e agli archi.
IV movimento – Allegro di Molto
Ritornano i due temi di Amy Beach del primo movimento, ma adesso il primo è in forma di danza vivace. Nella sezione sviluppo i due temi sono eseguiti in chiavi diverse; nella ricapitolazione entrambi si ripetono, il primo in tonalità minore, il secondo in maggiore. La trionfale conclusione è affidata ai fiati.
Detroit Symphony Orchestra, Neeme Järvi

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