Richard Strauss: Till Eulenspiegels lustige Streiche

Richard Strauss: Till Eulenspiegels lustige Streiche – Poema sinfonico, op. 28

Protagonista di questo poema sinfonico è Till Eulenspiegel, personaggio a metà tra storia e leggenda, malandrino e burlesco, vissuto nella Germania del Nord nel XIV secolo, di cui si tramandano gli scherzi con i quali sbeffeggiava i suoi contemporanei e le conseguenti precipitose fughe per scampare dall’ira di costoro.
“I tiri burloni di Till Eulenspiegel”, per concezione e per forma, è una delle opere più significative del periodo giovanile di Richard Strauss; completata a maggio del 1895, viene eseguita a Colonia, alla Gürzenichsaal, il 5 novembre 1895 sotto la direzione di Franz Wüllner.
Nel mese di aprile 1889 Richard Strauss assiste alla rappresentazione dell’opera Till Eulenspiegel di Cyrill Kistler; affascinato dal personaggio, matura l’idea di creare una composizione per grande orchestra che ne esalti la natura parodistica. L’opera si articola in cinque episodi, ciascuno con introduzione ed epilogo, che ricordano altrettante avventure del protagonista. Strauss, come indicato esplicitamente nel sottotitolo della partitura, utilizza la forma del rondò e infatti il tema-ritornello, col suo periodico riproporsi, è il più idoneo a descrivere il vagabondare del personaggio e a dare all’opera una veste unitaria. La musica è sufficiente ad evocare e descrivere avventure e situazioni, pertanto il compositore ritiene inutile fornire indicazioni sugli episodi trattati; indicazioni che tuttavia troviamo ben dettagliate in una copia manoscritta della partitura donata nel 1944 ai suoi due nipoti: “C’era una volta un burlone”, “Il suo nome era Till Eulenspiegel”, “Su, a cavallo in mezzo alle donne del mercato”, “Till travestito da frate”, e così di seguito.
Dopo le battute iniziali, “C’era una volta un burlone”, sul sottofondo degli archi in tremolo, il corno proclama il tema di Till e lo ripete tre volte, scattante e spavaldo. Risponde il tema del clarinetto che rappresenta le bizzarie di Till. Le note di questo secondo tema sono ugali a quelle del motivo iniziale, ma con diversa disposizione ritmica; se prima esisteva Till, adesso è vivo e arzillo, pronto ad attuare le sue burle. Ecco quindi la cavalcata nella piazza del mercato, gli scherzi ai monaci, alle ragazze (il tema dell’amore è affidato al violino), e agli accademici. La tensione giunge al massimo quando Till viene catturato e condannato all’impiccagione; durante la marcia funebre si avvertono dei guizzi ironici, forse il malandrino vuole ingraziarsi il boia. Un momento di silenzio; poi ritorna, placido e cantabile, il tema introduttivo: Till è un personaggio fantastico, non può morire e saluta con l’ultimo sberleffo.

Orchestra Sinfonica della Radio Danese, dir. Thomas Dausgaard

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