Ciajkovskij – Francesca da Rimini

Ciajkovskij – Francesca da Rimini, op. 32
Fantasia sinfonica in mi minore dal V Canto dell’Inferno di Dante

Composta con entusiasmo in breve tempo, la Fantasia sinfonica “Francesca da Rimini” è ispirata alla ben nota vicenda di Paolo e Francesca narrata da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno; presentata per la prima volta a Mosca il 9 marzo 1877, l’opera viene accolta dal pubblico con grande entusiasmo.

Ai primi del 1876 Henry Laroche, critico musicale e musicologo francese, propone a Ciajkovskij di scrivere un’opera lirica basata su quel celebre episodio, il cui libretto sarebbe stato approntato da Konstantin Zvantsjev sul modello del dramma wagneriano, modello sempre rifiutato dal compositore russo. Ciajkovskij quindi decide per una composizione orchestrale seguendo i consigli di suo fratello Modest Il’ič, drammaturgo e librettista.
Nell’opera realizzata di getto in poche settimane, tra i mesi di ottobre e novembre 1876, Ciajkovskij si aggancia direttamente al contenuto dantesco, riassumendolo in premessa della partitura e riportando per esteso tutti i versi di Francesca; la musica ci permette di individuare tre sezioni. La prima sezione evoca l’incessante bufera infernale che trascina violentemente le anime dannate dei lussuriosi; inizia in tempo “Adagio lugubre”, poi sotto l’azione incalzante degli archi e dei fiati si trasforma in “Allegro vivo”. La sezione centrale, il racconto di Francesca, è aperta dal clarinetto solo; la melodia, prima sostenuta dal pizzicato degli archi, viene riproposta più volte con il metodo dell’accumulo di materiali sonori, usuale in Ciajkovskij. L’ultima sezione riconduce all’eterna afflizione dei dannati: il suono dei corni richiama i protagonisti alla realtà infernale.
Splendidamente orchestrata, la partitura forse non brilla per originalità; peraltro non si può prescindere da come “l’argomento demoniaco” è stato trattato da parte dei principali esponenti della corrente tardo-romantica, pensiamo ad esempio alla Sinfonia Fantastica di Berlioz o alle Sinfonie Dante e Faust di Liszt. Ed è proprio Liszt, con l’ultimo brano del Secondo Anno di Pellegrinaggi, “Après une lecture de Dante: Fantasia Quasi Sonata”, il riferimento di Ciajkovskij; egli descrive gli abissi infernali come vent’anni prima il compositore ungherese, facendo uso del cromatismo, dell’intervallo di quarta aumentata, dell’accordo di settima diminuita e delle progressioni armoniche.

Moscow Philharmonic Orchestra, dir. Igor Manasherov

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