Brahms: Sinfonia n. 2 in re magg. Op. 73

Johannes Brahms: Sinfonia n. 2 in re magg. Op. 73

A differenza dei quasi 15 anni impiegati per concludere nel 1876 la sua prima sinfonia, Johannes Brahms scrive la sinfonia numero 2 in tempi straordinariamente brevi. Composta per la maggior parte nell’estate del 1877, durante il soggiorno nella splendida località di Portschach in Carinzia, la seconda sinfonia è completata alla fine di settembre ed eseguita a Vienna il 30 dicembre di quell’anno riscuotendo un immediato e caloroso successo. In precedenza, forse per suscitare grande aspettativa e sorprendere il pubblico viennese, Brahms aveva scritto al suo editore Fritz Simrock chiedendogli di pubblicare la partitura listata a lutto perché la musica era estremamente triste.
Questa pagina è priva dell’enfasi drammatica che permea la sinfonia numero 1 in do minore; è caratterizzata invece da serenità, gioia, e anche divertimento, in una delicata cornice di soave malinconia. Per i temi idilliaci, le atmosfere agresti evocate, la seconda sinfonia di Brahms è spesso paragonata alla sesta sinfonia, “Pastorale”, di Beethoven.
La partitura, articolata nei quattro classici movimenti, è scritta per un organico orchestrale formato dagli archi, due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, basso tuba e timpani.

I movimento: Allegro non troppo
Al tema iniziale, melodioso e apparentemente semplice, esposto dai fiati con motivi festosi affidati ai corni, segue una seconda dolce melodia sviluppata da violoncelli e viole. Un episodio contrastante, caratterizzato da ritmi sincopati e da sinistre sonorità degli ottoni, rompe l’atmosfera sognante e rammenta, come annota Brahms, che la malinconia è sempre in agguato. Poi, affidata agli oboi, una variante del primo tema conduce tranquillamente alla chiusura del movimento in un suggestivo pizzicato degli archi sul fraseggio del corno.

II movimento: Adagio non troppo
Il movimento, costruito in forma ternaria, si apre con un bel tema malinconico, delicatamente doloroso, introdotto dal disegno discente dei violoncelli sul controcanto dei fagotti. Questo tema è ripreso dai violini mentre i corni espongono un motivo evocante atmosfere alpestri. Una cullante serenata eseguita dai legni sul pizzicato dei violoncelli viene poi interrotta dall’intervento energico dei timpani; ritorna, variato, il malinconico tema iniziale e sommessamente conclude questa seconda sezione.

III movimento: Allegretto grazioso, quasi andantino
In netta contrapposizione con i primi due, il terzo movimento è solare, allegro e divertente. Prende corpo dal motivo pastorale esposto dagli oboi sull’accompagnamento di clarinetti, fagotti e il pizzicato dei violoncelli; si snoda quindi in una frizzante danza rustica, derivata dal tema d’apertura, che via via diventa sempre più impetuosa. La riesposizione dell’Allegretto avvia la chiusura del movimento in una coda molto espressiva.

IV movimento: Allegro con spirito
Il movimento finale, in forma-sonata, propone il tema iniziale della sinfonia in una serie di variazioni e sfumature timbriche diverse. Un veloce intervento del clarinetto e dei fiati, sul pizzicato degli archi, introduce un secondo tema ripreso dai violini primi e dalle viole. Dopo uno sviluppo breve ma elaborato, nel quale Brahms adotta rigorose tecniche polifoniche come l’inversione, l’aumentazione e la sovrapposizione, il movimento si avvia a conclusione riproponendo il secondo tema sostenuto trionfalmente dai tromboni.

Gewandhausorchester Leipzig, Kurt Masur

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...