Johann Christian Schickhardt

Johann Christian Schickhardt (1681 – 1762)

Flautista tedesco, autore soprattutto di musica da camera, Johann Christian Schickhardt oggi è conosciuto attraverso le sue opere per flauto; tra i suoi lavori figura un’interessante trascrizione dei 12 Concerti Grossi Opera 6 di Arcangelo Corelli.
Nato a Brunswick, Bassa Sassonia, Johann Christian Schickhardt trascorre la sua infanzia alla corte di Brunswick-Wolfenbüttel dove riceve un’adeguata formazione musicale. Intorno al 1700 si trasferisce in Olanda al servizio del principe ereditario Federico d’Assia-Kassel, poi è nuovamente in Germania, alla corte di Ernst Ludwig langravio d’Assia-Darmstadt. In questi anni pubblica alcuni libri di sonate tra cui l’Opera 8 per violino dedicata a Federico IV re di Danimarca. Dal 1711, e per circa 10 anni, Johann Schickhardt risiede ad Amburgo, al servizio del conte Johann Friedrich von Castel-Rudenhausen e di Ernesto Augusto I duca di Sassonia. Probabilmente, come ipotizzato dal musicologo Andrew D. McCredie, suona il flauto o l’oboe nell’orchestra dell’Opera di Amburgo in Gänsemarkt. Dal 1720 Johann Schickhardt lavora nella penisola scandinava, ma non si hanno notizie sicure sulla sua attività. Nel 1732 è certamente a Londra dove si eseguono sue musiche;  qui,  nel 1735, pubblica la sua opera più importante, “L’alfabeto della musica” Opera 30, una raccolta di 24 sonate in tutte le chiavi, per flauto o violino e basso continuo. Non si sa quando Schickhardt lascia l’Inghilterra, né dove sia stato prima del 1745, quando il suo nome figura tra i professori dell’Università di Leida; nella città olandese trascorre gli ultimi anni di vita, e all’atto della celebrazione delle sue esequie viene onorato con il titolo di “Maestro delle Arti Musicali e Membro dell’Accademia”.
Della produzione musicale di Johann Christian Schickhardt fanno parte una trentina di composizioni per flauto e basso continuo, tra cui le sonate in trio dell’Opera 16, i sei concerti Opera 19 per quattro flauti e le sei sonate Opera 22 per 2 flauti, oboe e basso continuo.
Nonostante il gran numero di pubblicazioni, all’epoca realizzate in Olanda e in Inghilterra, non tutte le sue opere gli sono sopravvissute, tuttavia il rinnovato interesse per il flauto dolce soprano, ha determinato nell’ultimo secolo la riscoperta e la riedizione di buona parte della sua opera.

Sonata in re min. Op. 22 n. 5

Concerto in sol min. per flauto, 2 oboi, archi e b.c.
(Allegro, Adagio, Un poco allegro, Vivace, Allegro, Finale: allegro)
Jed Wentz, flauto traverso
Paul van de Linden, oboe
Kristine Linde, oboe
Musica ad Rhenum

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